Astuti (Pd): «Troppi giovani giocano d’azzardo. Regione imponga dei limiti»

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MILANO – «Regione Lombardia rinunci al gettito del gioco d’azzardo: la strada da seguire è il contrasto alla dipendenza». È netta la posizione del consigliere regionale Samuele Astuti (Pd), intervenuto a seguito dell’approvazione della legge di Bilancio 2026. «La conferenza delle Regioni ha chiesto la compartecipazione di tutte le entrate dello Stato, comprese quelle derivanti dal gioco d’azzardo, senza che vi sia alcun vincolo di destinazione. Il rischio è che le entrate non siano utilizzate per la prevenzione e la cura dei disturbi legati al gioco, ma diventino fonte di finanziamento dei bilanci regionali».

«Situazione paradossale»

In questo modo, si andrebbe a realizzare una «situazione paradossale», continua il dem. «Ridurre l’azzardo sui territori significherebbe ridurre le entrate regionali, rendendo incompatibili le politiche di tutela della salute e di contrasto alle dipendenze con gli interessi di bilancio». E ancora: «È un problema già presente a livello statale, dove si fatica a promuovere misure restrittive anche a causa del peso delle entrate erariali, che nel 2022 hanno raggiunto gli 11,2 miliardi di euro con una raccolta di 136 miliardi e risultano in continuo aumento». Dati confermati dalla terza edizione del “Libro nero del gioco d’azzardo”, lo studio sul gioco online realizzato da Federconsumatori e Cgil, che evidenzia una raccolta complessiva dell’azzardo in Italia – nel 2024 – di 157,4 miliardi. Con conseguente aumento del gettito fiscale. «Se l’obiettivo è di mantenere questo costante, si finisce con favorire l’offerta di azzardo, anziché mettere al primo posto salute, coesione sociale e sicurezza pubblica», aggiunge Astuti.

Il riordino del gioco

Dopo il riordino del settore dei giochi online, «è il momento del gioco fisico», spiega il consigliere. «Questo prevede la definizione di un’intesa programmatica tra Stato, Regioni ed enti locali; e, purtroppo, la proposta del Ministero dell’Economia a Regioni e Comuni è la revisione del cosiddetto “distanziometro”, con la possibilità di imporre limitazioni agli orari di aperture e distanze minime degli esercizi rispetto a luoghi sensibili come scuole, chiese e centri anziani». Non abbastanza per Astuti, che sottolinea: «Gli enti locali vogliono regole più severe per ridurre l’offerta, e con questi provvedimenti è chiaro che tutto risulta compromesso».

I numeri

A preoccupare il consigliere dem non è soltanto la dimensione del fenomeno, ma anche la sua presa sui più giovani «Il 30% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni ha giocato del denaro almeno una volta, con un aumento dei giocatori e dei profili a rischio tra gli studenti lombardi. E dalla Relazione sullo stato d’attuazione delle norme sul gioco d’azzardo appare chiaro che i risultati siano stati molto deboli, raggiungendo molto poco i ragazzi». Per di più, «un’indagine di Confcommercio dimostra che la crescita online è sostenuta dai cosiddetti Punti vendita ricariche, che non hanno un albo pubblico e sono difficilmente controllabili, con un forte rischio di riciclaggio».

«Regione Lombardia cambi strada»

Da qui, la richiesta di «istituire un fondo nazionale per le ludopatie», per finanziare prevenzione e formazione. E poi «una legislazione urgente per la riduzione dell’offerta e del rischio, il ripristino dell’Osservatorio nazionale, campagne informative, il controllo di eventuali forme di aggiramento del divieto di pubblicità, il riordino e la semplificazione della normativa a livello nazionale, e misure da parte di Regione Lombardia a supporto dei Comuni nell’esercizio delle azioni di controllo». Ma, soprattutto, conclude Astuti, «chiediamo a Regione Lombardia di rinunciare alla proposta di compartecipazione al gettito e di chiedere al governo di adottare al più presto una legge organica di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Ci auguriamo che la giunta lombarda decida di portare la sua voce in Conferenza Stato Regione, invitando a non seguire questa strada».

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