OMEGNA – Un’insolita e artigianale operazione di “clonazione” automobilistica quella scoperta dai Carabinieri della Stazione di Omegna, che hanno denunciato un uomo di 42 anni residente nel Cusio per contraffazione di marchi, falsità materiale e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Un’indagine nata da un dettaglio bizzarro notato dai militari durante i controlli di routine sul territorio.
Il dettaglio sospetto: targhe gemelle ma auto diverse
A tradire l’uomo è stata la presenza su strada di due vetture della stessa marca, ma marcatamente differenti per modello e colore, che sfoggiavano la medesima targa. Notate le prime anomalie su un’auto parcheggiata in via pubblica, i Carabinieri sono risaliti al proprietario. Una volta giunti nel cortile della sua abitazione, la sorpresa: parcheggiata all’interno c’era la seconda vettura, uguale per marca ma con motorizzazione e carrozzeria diverse, dotata dell’ennesima targa identica.
Il “taglia e cuci” sul telaio e le targhe fatte in casa
Le verifiche tecniche svolte dai militari hanno rivelato un lavoro di modifica decisamente singolare: il numero di telaio del veicolo parcheggiato in strada era stato letteralmente tagliato, risaldato e poi ripunzonato a mano per far coincidere i dati con quelli dell’auto custodita nel cortile. Dagli approfondimenti è emerso che il mezzo modificato risultava in realtà radiato per l’esportazione all’estero fin dal 2022, ma continuava a circolare sfruttando revisione e copertura assicurativa dell’altra macchina, di cilindrata e valore inferiori.
Il sequestro dei mezzi e la consegna delle targhe duplicate
L’ispezione si è poi estesa a un terzo veicolo in uso al 42enne, rivelando lo stesso schema: targa e telaio contraffatti e un’assicurazione scaduta da anni. Di fronte all’evidenza dei fatti, l’uomo ha infine consegnato spontaneamente ai Carabinieri altre targhe riprodotte artigianalmente che teneva custodite in casa. I militari hanno posto sotto sequestro i veicoli modificati e tutto il materiale contraffatto, facendo scattare la denuncia alla Procura.
