Diciamo subito un cosa: sulle strade bisogna rispettare le regole. Non ci piove. Il motivo che non si possa né, tanto meno, si debba derogare è noto a tutti, non serve ripetere i soliti sermoncini sulla sicurezza, sulla necessità di evitare abusi e incidenti, su tutto quanto occorre per viaggiare senza arrecare danni agli altri e a sé stessi, più in generale, alla collettività contribuendo all’accrescimento dei costi sociali. Ci sembra scontato.
Il problema è un altro: come sia davvero possibile far rispettare le norme, alla luce dei tanti, troppi indisciplinati o disattenti che rappresentano un oggettivo, diffuso pericolo. Il nuovo codice della strada, approvato in via definitiva dal Senato mercoledì 20 novembre, si basa sulla repressione. Se sbagli, paghi. A dire il vero pagavi anche prima; ora rischi sanzioni che, per una banale infrazione, ti toglie mezzo stipendio se non, addirittura, la sospensione della patente. Giusto? Sbagliato? Forse, lo diciamo da semplici cittadini che usano l’auto, sarebbe stato, se non sufficiente, di sicuro efficace l’aumento dei controlli, senza bisogno di “colpire” in modo indiscriminato i cittadini. Più vigilanza da parte delle forze dell’ordine, maggiore presenza delle pattuglie nei punti di riconosciuto pericolo, uso responsabile degli autovelox, non come accade in molti luoghi e in tante occasioni “per fare cassa”. Insomma, una revisione dell’operatività delle forze dell’ordine preposte a questo tipo di servizi.
Invece, giù mazzate sulla gente. Se da un lato alcune delle nuove prescrizioni sono condivisibili (monopattini, abbandono degli animali), dall’altro ce ne sono alcune che, quanto meno, suscitano perplessità. Augusto Minzolini, giornalista contiguo al centrodestra, è corrosivo su Facebook:”Trovo aberrante e idiota l’aumento delle sanzioni previste dal nuovo codice della strada: portare a 800 euro multe se si va 10 km in più del limite o il divieto di sosta in alcuni casi ad 800 euro dimostra che questa classe politica, a cominciare dal governo, è fuori di senno. Se poi si pensa che il divieto di sosta con il motorino arriva a 98 euro all’ora davvero siamo al manicomio. Non c’è nessuna relazione tra il livello delle multe e quello dei salari. La demagogia idiota al potere”.
Pesante? Bè, alla fine Minzolini dice soltanto che non è così che si attiva la deterrenza. In Finlandia, per dirne una, sono decenni che le multe vengono comminate in base al reddito: più guadagni, più paghi. Da noi, il ricco vale il dipendente a 1200 euro al mese. Per qualcuno, sborsare 800 euro per un divieto di sosta, è uno scherzo. Per altri, un dramma. Ma vai a raccontarlo ai nostri governanti, troppo complicato introdurre leggi che evitino clamorose disparità e, diciamolo senza infingimenti, che non favoriscano ingiustizie sociali.
Per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il provvedimento porterà “più sicurezza e prevenzione, contrasto ad abusi e comportamenti scorretti, norme aggiornate ed educazione stradale vera”. Per le associazioni di ciclisti e parenti di vittime della strada “ con questo codice della strada sono sotto attacco le persone. Gli utenti vulnerabili in strada, pedoni e ciclisti, sono ancora più a rischio. Questa misura è coerente con le altre già fatte da Salvini. Questo non aiuterà ad avere meno vittime”. Un paradosso, come tanti altri del nostro squinternato Paese. Cosa ci possiamo fare?
