Baby Gang nuovo arresto per detenzione di armi clandestine e ricettazione

milano baby gang
Il trapper Baby Gang

MILANO – Sarà sentito nelle prossime ore Baby Gang, il trapper arrestato di nuovo. Zaccaria Mouhib, questo il suo vero nome, è stato fermato in un “aparthotel” di Milano dai carabinieri di Lecco e Milano. L’accusa è di detenzione di arma clandestina e ricettazione. L’arresto è avvenuto alle 4 del mattino di ieri in una stanza di un “aparthotel” in zona Città Studi, a Milano. I militari lo hanno sorpreso in possesso di una pistola con matricola abrasa, nascosta in un mobile della cucina. Durante la perquisizione sono stati trovati anche dell’hashish e denaro contante. La scoperta più rilevante, però, è arrivata dall’abitazione del trapper a Calolziocorte, nel Lecchese, dove le forze dell’ordine hanno ritrovato altre due pistole clandestine. Le armi erano state abilmente nascoste in un doppiofondo scovato grazie al fiuto di un cane dell’unità cinofila. Un uomo che si trovava nell’appartamento è ora sotto indagine.

Le tracce sui social

Le ultime storie di Zaccaria Mouhib sui social media sembravano quasi anticipare l’epilogo. Dopo aver mostrato l’ovazione del pubblico, una storia lo ritraeva solo, in penombra, con una luce blu intermittente e la colonna sonora di un audio creato con l’intelligenza artificiale che diceva “la po-li-zi-aaa, nooo”. Questo nuovo arresto si inserisce in un quadro giudiziario già complesso. La vicenda parte da un’indagine più ampia che ha portato i carabinieri a ricollegare Zaccaria Mouhib a un Kalashnikov AK-47, mitra da guerra che il trapper aveva ostentato e maneggiato in due suoi videoclip risalenti a due anni fa: “Bentley” e “Mocro mafia”. Quest’ultimo ha raggiunto 83 milioni di visualizzazioni. I segni e i graffi sul mitra hanno confermato che si trattava della stessa arma, il cui sequestro aveva dato il via alle indagini. Anche il trapper Simba La Rue (Mohamed Lamine Saida) risulta indagato per aver imbracciato la stessa arma in uno dei video.

La sua storia giudiziaria

Questa non è la prima volta che Baby Gang ha a che fare con la giustizia. La sua carriera artistica e i suoi problemi legali sono andati di pari passo. Nel 2022, è stato condannato in via definitiva a quattro anni e sei mesi di reclusione per aver partecipato a una rapina a Vignate, nel Milanese. Già in precedenza, nel 2021, era stato condannato a tre anni di reclusione in un altro procedimento. A questo si aggiunge la condanna a cinque anni e due mesi di reclusione inflittagli dal tribunale di Milano per una sparatoria avvenuta in via Pascoli, sempre a Milano, nel luglio del 2022, durante la quale due ragazzi rimasero feriti. Per la stessa sparatoria è stato condannato anche Simba La Rue a sei anni e quattro mesi. La lunga lista di guai giudiziari include inoltre condanne per rapine e altri reati commessi a Milano. A fine 2023, il tribunale di Sorveglianza di Milano aveva affidato il trapper in prova ai servizi sociali, sostituendo la detenzione in carcere per l’aggravamento di una misura cautelare. Zaccaria Mouhib, già noto per la sua musica e per le sue disavventure legali, si trova ora ad affrontare nuove accuse che potrebbero complicare ulteriormente la sua posizione.

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