Il Baff di Sangiorgio: «Qualità e giovani, sono orgoglioso. Sale non piene? Ci rifaremo»

Giulio Sangiorgio, direttore artistico del B.A. Film Festival

BUSTO ARSIZIO – «Sono orgoglioso, abbiamo proposto un festival di qualità e i giovani ci fanno ben sperare». Il bilancio di Giulio Sangiorgio, al suo terzo B.A. Film Festival da direttore artistico, al termine della 24esima edizione che si è conclusa all’Icma di villa Calcaterra con la proiezione del film cult “Hundreds of Beavers” fortemente voluto proprio dal direttore. «Sono soddisfatto della risposta del concorso di opere prime, un po’ meno dalle serate principali» ammette Sangiorgio, che saluta con una promessa: «Siamo pronti per affrontare i lavori per la venticinquesima edizione, con nomi a cui la città possa rispondere in modo forte».

La giornata di chiusura

L’ultima giornata è stata quasi una seduta defaticante, dopo l’apice del climax artistico della serata delle premiazioni, alla presenza di Enrico Vanzina e con il calore ritrovato del pubblico di Busto dopo alcuni giorni di affluenze nelle sale sotto la media. All’Icma la riflessione sul cinema sperimentale in collaborazione con la trasmissione cult di RaiTre “Fuori orario”, in sala Monaco l’ultimo appuntamento di “Baff in libreria” con il regista piemontese Davide Ferrario e in serata il doppio appuntamento, da un lato glamour al teatro Sociale con la serata in abbinata con Eventi in Jazz (recuperata dopo il forfait di Sergio Rubini) e dall’altro underground con il film indipendente “Hundreds of Beavers” che ha richiamato un pubblico giovane all’Icma.

L’intervista

Giulio Sangiorgio si dice «soddisfatto» del lavoro fatto in questa edizione 2026 del Baff. «Abbiamo presentato dei film che non si possono vedere altrove, con una serie di ospiti importanti, da Abel Ferrara a Donato Carrisi ai Leone d’oro per il teatro RezzaMastrella». Anche se la risposta del pubblico non è sempre stata all’altezza delle aspettative: «Dipende dalle annate, alcune sono particolarmente felici sul fronte dei numeri – il pensiero è all’edizione 2025 con superospiti come Cronenberg, Moretti, Tornatore e Frassica – ma la proposta a livello qualitativo era indiscutibile, bisogna solo trovare il passo di una città che cambia».

Giulio Sangiorgio con Elisabetta Sgarbi

Giulio Sangiorgio non si nasconde, ma lo fa con toni più diplomatici di quelli usati dal presidente Gabriele Tosi nel suo discorso “senza filtri” al Fratello Sole. «Abbiamo una progettualità limitata dal punto di vista economico – ribadisce il direttore artistico – ma è un festival sano, che ha trovato un’identità molto solida e che sa farsi riconoscere. Le prospettive sono buone». Tra gli aspetti positivi, Sangiorgio promuove il workshop Visioni Future, il suo fiore all’occhiello, con «tantissimi produttori venuti a Busto Arsizio ad ascoltare i progetti dei giovani registi». E sono proprio i giovani una delle certezze del suo Baff “Next Generation”: «Partecipano e apprezzano. Ci fanno ben sperare e pensare che la strada sia quella giusta».

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busto arsizio baff giulio sangiorgio – MALPENSA24
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