BUSTO ARSIZIO – Come una serata finale anche se il Baff non è finito. Ed è stata scoppiettante sotto tanti punti di vista. Quello atteso, lo show del superospite Enrico Vanzina che ha dispensato aneddoti, battute e una verve incredibile parlando di suo padre Steno. E quello inatteso, i ringraziamenti pungenti del presidente Gabriele Tosi che ne ha per tutti, a partire dal ministro della Cultura: «Lo ringraziamo perché non ci ha detto se è quanto ci dà quest’anno ma nemmeno l’anno scorso».
I sassolini di Gabriele
Nel suo discorso Gabriele Tosi «ce ne ha per tutti», come afferma ad un certo punto il sindaco Antonelli. Non solo il ministro. Si va dagli «hacker» che hanno preso di mira il sito del Baff il giorno prima dell’apertura a Giove Pluvio che ha regalato un temporale mercoledì e il vento forte giovedì. E ancora, «quella parte del pubblico bustese che ci considera pericolosi», «i devoti di San Francesco, qui molto meno numerosi di quelli che escono lo stesso giorno alla stessa ora» e chi si è lamentato per la locandina del festival di Paolo Bacilieri che, ispirata al “Cattivo tenente” di Abel Ferrara, «ritrae uno che beve alla guida». E alla fine tira una stilettata agli assenti: «È stata una settimana di cultura, con cose che o vedete qui o non avrete occasione di vedere altrove a Busto Arsizio». E il sindaco Emanuele Antonelli rinnova gli elogi: «Tutta la città aspetta il 25esimo Festival. Mi raccomando, continuate così perché questa città ama il cinema e lo vogliamo sempre». E chiama l’applauso per il suo assessore Manuela Maffioli che «da due giorni è onorevole».
Torna il pubblico

Al cinema Fratello Sole la buona notizia è che si è rivisto il pubblico del Baff. Sala quasi piena e nel foyer un clima da Red Carpet (senza il Red Carpet, ormai bannato dal festival), dopo una settimana di affluenze non brillanti nelle sale, “salvata” dai soliti numeri a quattro cifre della sezione Made in Italy-Scuole. Occhi puntati sulla neo-onorevole, e ancora assessore alla cultura Manuela Maffioli (affiancata dalla collega di giunta alle politiche educative Chiara Colombo), ma in sala c’è anche il regista Luca Lucini, e si respira un entusiasmo da gran finale.
Le premiazioni

Sul palco, a condurre le danze, c’è il direttore artistico Giulio Sangiorgio. La carrellata di premiazioni inizia con il Premio Chiara Filmaking (che va a Silvia Lavit) che è l’occasione per un omaggio a Bambi Lazzati, recentemente venuta a mancare, poi tocca alle migliori opere prime e ai premi assegnati dalla giuria dei giovani del concorso per le opere prime internazionali e quelle italiane. Quindi è la volta dei discorsi conclusivi, perché nell’ultima serata di domani, 28 marzo, con il forfait di Sergio Rubini sarà la musica di Eventi in Jazz a farla da padrona, più che il cinema. Alla fine, come da tradizione, tutto lo staff sale sul palco per la foto dell’anno.
Vanzina show

È il superospite Enrico Vanzina a prendersi la scena, intervistato da Rocco Moccagatta. «Sono felice di essere a Busto Arsizio – rivela il grande regista e sceneggiatore, la cui ultima presenza al BAFF risale al 2019 – molto felice perché tantissimi anni fa feci la conoscenza con una signora che si chiamava Delia Cajelli, venni al teatro Sociale e fu una giornata bellissima. Lei è qui con noi». Vanzina sfoglia l’album dei ricordi legati al territorio, dal padre Steno «originario di Arona» che era «innamorato pazzo di Pozzetto» ed «era un fan totale di Piero Chiara», fino al suo rapporto con Michelangelo Antonioni che aveva fatto il progetto di “Sotto il vestito niente” e «ci chiamò e disse “secondo me voi lo fate meglio di me”. Una persona di una simpatia e di un’allegria, altro che incomunicabilità».
Papà Steno
Si parla del papà Steno, «il re del cinema popolare», di cui Enrico Vanzina ha suggerito il film “I tartassati” con Totò, Aldo Fabrizi e Louis De Funes. Tra tanti aneddoti curiosi ed esilaranti, c’è spazio anche per riflessioni serie. «Mi fanno incazzare i registi che dicono “il mio cinema”. Il cinema è di tutti, è un lavoro di equipe» sentenzia il superospite». Oppure: «La scrittura per papà è la base del cinema. Una cattiva sceneggiatura non la salva un bravo regista, ma un cattivo regista può rovinare una bella sceneggiatura». E poi esalta «il cinema del lieto fine. È la grandissima forza di una parte del cinema italiano e io sono orgoglioso di averne fatto parte». Applausi.
Ma non finisce qui
C’è ancora l’ultima, intensa, giornata del BAFF di sabato 28 marzo. Che si apre nel segno della trasmissione cult Fuori Orario e del cinema indipendente: alle 10 all’Istituto Antonioni l’omaggio a Gianfranco Brebbia con Fulvio Baglivi e Mauro Gervasini, e alle 15, l’anteprima di Luca Ferri con la proiezione de “Il damo“, seguita dal dibattito con il regista e Roberto Turigliatto. Lo spazio “BAFF in Libreria” è in sala Monaco alle 18, con Davide Ferrario che presenta “La fine della fine” per riflettere sul senso del racconto oggi. Cambio di scena e di atmosfera alle 21 al teatro Sociale: c’è Eventi in Jazz che schiera un cast d’eccezione con Francesco Tricarico, il trio di Michele Fazio, Ronnie Jones e Dagmar Segbers tra jazz e soul. Chiusura definitiva alle 22 all’Icma con la comicità surreale di Hundreds of Beavers di Mike Cheslik.
Baff, il cinema secondo Enrico Vanzina: il regista incanta il Sociale di Busto
