BUSTO ARSIZIO – I ragazzi delle scuole non tradiscono: il primo pienone del Baff 2026 è al cinema Manzoni per “La vita da grandi”, il film sull’autismo di Greta Scarano che vede come protagonista Yuri Tuci, presente in sala e accolto da un’ovazione dei 600 studenti degli istituti Verri, Enaip, Ite Tosi, classico Crespi, scientifico Tosi e artistico Candiani. In quattro mattine di proiezioni la sezione Made in Italy Scuole ha portato al cinema 1600 ragazzi. È la vera vittoria del B.A. Film Festival.
Made in Italy-Scuole: il patrimonio del Baff
Ieri mattina, 26 marzo, al Manzoni si respirava un entusiasmo palpabile. I ragazzi sono rimasti incollati allo schermo per “La vita da grandi” e hanno accompagnato i titoli di coda con applausi scroscianti, fino all’arrivo in sala del protagonista Yuri Tuci, accolto con un’ovazione da stadio. Orgogliosissima la responsabile della sezione Made in Italy-Scuole, Elisabetta “Liz” Bonfanti, che insieme a Vanessa Magni ha coordinato la selezione dei film in concorso, in collaborazione con i docenti dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni e con gli insegnanti delle scuole superiori della città coinvolte. Un successo che si conferma: i film per le scuole sono da sempre un caposaldo del Baff, un vero patrimonio e una certezza anche in termini di affluenza.
La chiacchierata
Sul palco con Rocco Moccagatta a condurre l’incontro post-proiezione, l’attore Yuri Tuci si è preso la scena con la sua travolgente simpatia. Autistico ad alto funzionamento, diagnosticato quando aveva 18 anni, nel film è Omar, il fratello autistico di Irene, interpretata da Matilda De Angelis. È stato scoperto dalla regista Greta Scarano dopo aver visto il trailer dello spettacolo teatrale “Out is me” che Yuri ha scritto insieme a Lorenzo Clemente (che l’ha accompagnato a Busto Arsizio e che Yuri definisce «il mio shinigami») e Francesco Gori. «L’ho scelto non perché è autistico, ma perché è un attore formidabile» ha detto di lui la regista. Poi è arrivato il Nastro d’Argento a Taormina come miglior attore di commedia insieme a Pietro Castellitto. «E tra poco ci sono i David di Donatello» ha rivelato Yuri ai ragazzi del Manzoni, che lo hanno riempito di domande.
La “lezione” di Yuri

«Il messaggio di questo film è che non bisogna mai infantilizzare le neurodivergenze perché crea tossicità negative – la “lezione” di Yuri Tuci tra gli applausi – invece bisogna sfruttare al massimo i talenti e i doni che si hanno, mai farsi bullizzare né discriminare. Nel caso, si può sempre fare una querelina. Perché il Karma si vendica sempre, “male non fare paura non avere”». E a chi gli ha chiesto cosa ha imparato da questo film, che ha definito «un’esperienza», ma anche «una bella gatta da pelare», Yuri ha risposto così: «Insegna a non arrendersi di fronte alle difficoltà e non smettere mai di sognare e coltivare i talenti, prima o poi qualcuno li nota».
Intervistato di Rocco Moccagatta
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