Trenord, gestione fallimentare e sopressioni in aumento

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Egregio direttore,
Trenord l’azienda ferroviaria che ha fatto perdere dignità al trasporto pendolari rimarrà in vita. E’ questo il senso delle recenti dichiarazioni del Governatore lombardo Attilio Fontana. Rimane dunque in vita il matrimonio tra FNM e le FS e la governance fallimentare che ha portato inefficienze, diseconomie di scala, costi elevati, bassi ricavi e una produttività inferiore del 20% rispetto alla media europea.
Con il piano di tagli di 140 treni al giorno (il 5,5% del totale), da Trenord ci si aspettava l’azzeramento delle soppressioni. Invece viene giudicato un successo la soppressione di 40 treni in aggiunta ai 140 tagliati come da programma. Il risultato non è una diminuzione dei treni del 66% come afferma l’Assessore regionale ai trasporti Claudia Terzi ma di 180 treni soppressi quotidianamente.
Non viene detto niente invece sulla puntualità dei treni monitorata da molti comitati pendolari che è ancora lontana da indici sopportabili. C’è invece da constatare che non è partita una  riorganizzazione aziendale della manutenzione dei turni del personale. L’obiettivo della puntualità non è conseguibile se i treni nuovi (TSR e TAF) sono utilizzati solo al 65% e solo sulla rete nord mentre i treni scassati di Trenitalia sono utilizzati al 95% ed esclusivamente sulle linee FS.

Dario Balotta
presidente osservatorio nazionale liberalizzazione infrastrutture e trasporti

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