ROMA – Beko non arretra nemmeno davanti al ministro: «Il piano che abbiamo presentato non può cambiare». Adolfo Urso risponde con fermezza: «Piano inaccettabile. O l’azienda fa un passo indietro o la sanzioneremo». Fumata nera, quella di oggi (martedì 10 dicembre) dopo il tavolo riunitosi al Mimit, ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato anche i sindacati, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e il sindaco di Biandronno Massimo Porotti.
Situazione sempre critica
Nessun passo avanti. Il piano di Beko Europe per l’Italia, «nelle sue componenti e risultati economico finanziari, non può cambiare” ed è «in linea con il golden power». Lo ha dichiarato Maurizio David Sberna, responsabile relazioni esterne dell’azienda, intervenendo al tavolo al Mimit. Sberna ha ricordato che la multinazionale turca, prima che in Italia, ha agito «in Polonia e Regno Unito per evitare ulteriori sovrapposizioni. Siamo disponibili a discutere con governo, istituzioni locali e soprattutto con le organizzazioni sindacali per fare ulteriori valutazioni industriali al fine di identificare le modalità con cui affrontare la situazione».
Sanzioni in arrivo
Anche il ministro Urso però è stato molto chiaro con i rappresentati della multinazionale seduti al tavolo: «Questo è un piano industriale inaccettabile e invito l’azienda a presentare un piano in linea con la golden power. In caso contrario il governo applicherà un piano sanzionatorio e inibitorio. Da parte nostra vi è la disponibilità a concedere strumenti per sviluppare un piano credibile per il nostro Paese e aiutare piani di sviluppo per territorio mettendo risorse a disposizione».
Chiara anche la posizione dei sindacati riassunta dall’intervento della Fim Cisl: «Non vi sono le condizioni perché il piano così com’ è stato presentato non è sostenibile. A Beko chiediamo un piano industriale e non commerciale. Non capiamo perché l’azienda non voglia ragionare in termini di ricerca e sviluppo per aumentare la competitività».
Partita in stallo insomma almeno fino a gennaio quando è stato fissato un nuovo incontro tra le parti.
