VARESE – «Lo abbiamo deciso all’unanimità: scriveremo al ministro competente Urso chiedendo di riattivare il tavolo sugli elettrodomestici e per chiamare la direzione di Beko per capire cos’hanno intenzione di fare». Così il presidente della Provincia Marco Magrini (qui sotto il video) si è espresso in merito al futuro del sito Beko di Cassinetta, dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali nel tardo pomeriggio di oggi, 16 ottobre, a Villa Recalcati.
Incontro in villa
Attorno al tavolo al fianco di Magrini i consiglieri provinciali Michele Di Toro (che sul tema aveva presentato una mozione), Fabio Passera, Stefano Bellaria, Sergio Ghiringhelli e Marco Colombo. A loro i sindacati hanno illustrato la situazione attuale dello stabilimento varesino di Beko, dove si attendono, ormai da aprile, cioè quando è avvenuto il passaggio di consegne da Whirlpool, novità circa il futuro dell’azienda in Italia. Lo scorso settembre il tema era approdato in consiglio regionale. Ma da allora poco è cambiato: ancora non è stato presentato infatti il piano industriale. E a Cassinetta in ballo c’è il destino di 2500 dipendenti, con le incertezze legate alle chiusure di un sito in Polonia e le aperture di impianti in Bangladesh ed Egitto dove sembra esserci un mercato che invece è in calo in Europa, con la crisi degli elettrodomestici: ormai si va avanti solo con la sostituzione.
Innovazione e indotto
«Tutti noi siamo preoccupati perché vorremmo comprendere questo piano industriale e capire anche come agire», ha aggiunto Magrini che ha sottolineato l’importanza di agire in difesa del know-how di Cassinetta. «Se a una ditta come questa si fa perdere tutta l’innovazione e la ricerca vuol dire portarla a morire: e questo non possiamo assolutamente perderlo». Altre criticità sono legate all’indotto di Beko. «Tutte quelle fabbriche medio-piccole sul territorio di supporto alla produzione di alcuni materiali per Beko – ha aggiunto Magrini – qualcuna ha già pensato di ricollocarsi e di fare altro perché non ha prospettive di futuro rispetto a Beko». La Provincia non scriverà solo a Roma: una seconda lettera sarà indirizzata al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana per fare fronte comune sul tema.
I sindacati
Quindi la voce dei sindacati. «Non è una fabbrica morta, ci sono altissime competenze e professionalità e dobbiamo puntare su questo: facciamo un prodotto di eccellenza che ancora ha un mercato», ha sottolineato Fabio Dell’Angelo della Uilm Varese. Gennaro Aloisio della Fim Cisl dei Laghi ha aggiunto: «Noi siamo pronti e a questo punto non siamo nemmeno più da soli, perché il messaggio che ci è arrivato da parte della Provincia è un messaggio forte di collaborazione e lavoro per un settore molto importante come quello dell’elettrodomestico». Infine Nino Cartosio della Fiom Cgil: «Noi vogliamo avere questo momento di confronto per avere un piano industriale di cui discutere. Un piano che per quanto ci riguarda deve mettere in protezione le attività industriali che ci sono a Cassinetta e in Italia».
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