“Bella ciao” del sindaco e valori democratici della premier

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Emanuele Antonelli e Giorgia Meloni: segnali di antifascismo?

di Gian Franco Bottini

Roberto Vecchioni (si, il professore /cantante) professandosi “uomo di fede”, ha dichiarato la sua ferma convinzione che l’opportunità offerta ai tanti Grandi della terra di incontrarsi a Roma, in occasione delle esequie di Francesco, debba ritenersi un “miracolo” del papa, destinato a creare le premesse per la soluzione dei gravi problemi del mondo. Commoventi le certezze del professore, ma stiamo a vedere; se son “miracoli fioriranno”!

Per intanto, però, la sortita del professore ci sollecita a proporre quello che per noi è un secondo “miracolo”( più laico rispetto a quello del Professore), destinato a chiudere definitivamente il tormentone che da tempo chiede alla Meloni (e con lei al suo partito) una chiara dichiarazione di “antifascismo”, avendo lei fatto in questi giorni, a nostro parere, qualcosa di più.

Tutto nasce dal “25 Aprile”, giorno che per noi italiani rappresenta, da 80 anni a questa parte, la celebrazione delle riconquistate libertà e democrazia; ricorrenza quest’anno caduta nel pieno di un lutto nazionale.

La vicenda alla quale ci riferiamo ha inizio intorno al 23 aprile quando il poco conosciuto ministro Musumeci, probabilmente su indicazione superiore, diffondeva un invito ad interpretare le manifestazioni del prossimo 25 con “sobrietà”. La coincidenza del periodo luttuoso era sembrata una ragionevole motivazione, ma l’appartenenza di Musumeci al clan Meloni e la gran voglia di mettere in scena le solite ricorrenti, e spesso stucchevoli, baruffe a tema, hanno fatto gridare da parte di qualcuno che con il termine “sobrietà” il governo ha cercato di rendere smunti e diluiti quei valori di libertà e democrazia che identificano l’antifascismo.

Per alcune ore se ne è parlato anche fra la gente, poi è prevalso il buon senso e, a tal proposito, ci piace riportare una argomentazione colta in una discussione da bar. “Se il termine ‘sobrio’ si usa prevalentemente per indicare di essere esente dall’aver assunto alcoolici e se ‘bevo per dimenticare’ è una convinzione nel nostro parlare corrente, allora l’invito alla ‘sobrietà’, lungi dall’essere un invito a dimenticare, è invece l’invito a non dimenticare (nel caso specifico i valori della Resistenza ).”

Pur non essendo molto certi che questo fosse il reale pensiero del ministro Musumeci e con il larvato dubbio che il propositore del suddetto ragionamento mascherasse una velenosa ironia, confessiamo comunque di essere rimasti affascinati dalla logicità di questo salto mortale dialettico.

Rilevante e determinante, invece, ci è sembrata la dichiarazione della Première Meloni, che, in occasione del suo intervento all’altare della Patria per l’80° anniversario del 25 Aprile concludeva, davanti al Presidente Mattarella in funzione notarile, con l’affermazione “onoriamo i valori democratici negati dal fascismo” e con la riaffermazione dell’impegno verso la democrazia e la libertà. Si tratta, a nostro avviso, di affermazioni ed impegni ben più pregnanti che una generica dichiarazione di “antifascismo”, che si potrebbe prestare facilmente alle solite ambiguità.

Se la nostra interpretazione è corretta e se tutte le parti daranno la nostra stessa valutazione, le dichiarazioni della Première possono essere determinanti per incanalare definitivamente la celebrazioni delle prossime ricorrenze sul terreno della condivisione dei medesimi valori, senza più ambiguità e con la visione del presente, avendo definitivamente consegnato alla storia il passato rinnegato.

Ed in effetti un certo messaggio deve essere filtrato anche verso il basso, e la nostra impressione (crediamo non solo nostra) è che le manifestazioni di questo ultimo 25 Aprile genericamente siano andate proprio in questa direzione. Si narra infatti che persino il sindaco (Fratelli d’Italia) di Busto Arsizio abbia (canticchiando o biascicando poco importa) partecipato al coro di “Bella ciao”. Un piccolo ma grande segnale se ricordiamo che tutta la zona del Varesotto e del Comasco ebbero un ruolo estremamente significativo nei momenti conclusivi dell’ultimo conflitto e che in particolare lo ebbe Busto, da dove partì il primo annuncio della fine della guerra (Radio Busto), meritando una medaglia di bronzo al valor militare, con la motivazione di essere stata “degna protagonista del Secondo Risorgimento Italiano”.

Noi per il “nostro” non abbiamo le certezze che nutre il prof.essor Vecchioni per il “suo”di miracolo; nutriamo comunque delle buone speranze che con le esplicite dichiarazioni di Meloni si possano allentare le ricorrenti diffidenze che tolgono spazio alle reali problematiche e si possano evitare inutili tensioni, se è vero che nessuno potrà da ora sottrarsi al rispetto e alla difesa delle conquistate libertà e democrazia: i valori della Resistenza.

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