MILANO – Da amministratore delegato a presidente. Al vertice dell’Inter, una delle squadre di calcio più blasonate in Italia e a livello internazionale, da oggi c’è un varesino: Beppe Marotta. Lo ha comunicato con una nota ufficiale la stessa società nerazzurra nella mattina di martedì 4 giugno: «F.C. Internazionale Milano S.p.A. annuncia oggi la proposta di nomina di Giuseppe Marotta a nuovo Presidente».
Il commento
La nomina del presidente si affianca al rinnovo del cda della società, con l’ufficializzazione nel corso dell’assemblea degli azionisti in programma nel pomeriggio di oggi. «Desidero ringraziare Oaktree per la fiducia dimostrata nel darmi questa opportunità di lavorare al fianco loro e del Consiglio di Amministrazione – il primo commento di Beppe Marotta – questa nomina è un riconoscimento del fantastico lavoro svolto dalle molte persone che hanno gestito il Club negli ultimi tre anni. Sono orgoglioso di far parte dell’Inter e ribadisco il mio impegno nei confronti della Società».
I complimenti del governatore
A Marotta sono giunti i complimenti da parte del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Complimenti e buon lavoro per questo nuovo e importante incarico all’amico varesino Beppe Marotta.
Proprio mercoledì scorso gli abbiamo consegnato il Premio Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia. Un riconoscimento per ciò che ha fatto nella sua carriera di manager del calcio, soprattutto in Lombardia, oltre che con l’Inter, con Atalanta, Monza, Como e Varese.
In bocca al lupo e ancora buon lavoro.
Gli inizi a Masnago
La nomina a presidente dell’Inter rappresenta l’ennesimo traguardo importante per un dirigente sportivo capace di raggiungere tanti successi in carriera. Un’avventura partita proprio da Varese, dove la parabola di Marotta iniziò già da bambino, in quello stadio Franco Ossola che distava solo 500 metri da casa sua. All’età di 11 anni faceva il raccattapalle nella partita passata alla storia come il “Miracolo di Masnago”, con il Varese che sconfisse la Juventus con un sonoro 5 a 0. A 19 anni era già il responsabile del settore giovanile. Poi le avventure a Monza, Como, Ravenna e Venezia con l’arrivo in massima serie. Da lì Marotta non è più sceso: Atalanta, Sampdoria, Juventus (con 14 titoli vinti, di cui 7 scudetti, durante la sua permanenza) e poi l’Inter, che dal suo arrivo ha messo in bacheca 7 titoli tra cui 2 campionati di Serie A.
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