Bernardini De Pace al Rotary Malpensa: «Le famiglie? Non esistono più»

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CARDANO AL CAMPO – «Le famiglie di oggi? Padre, madre, figli, un telefonino e un computer. Sono tutte uguali e non educano più i figli». Non è tenera Annamaria Bernardini De Pace, l’avvocato matrimonialista più famoso d’Italia, ospite della conviviale del Rotary Club La Malpensa all’hotel Cavalieri della Corona di Cardano al Campo. «Prima di diventare genitore ci vorrebbe la patente – sostiene – avere figli vuol dire avere la responsabilità di crescerli ed educarli, non solo dare loro un tetto, da mangiare e un telefonino».

Le famiglie di oggi

Avvocata esperta di diritto di famiglia, ma anche saggista, giornalista con Indro Montanelli e giudice di “Forum”: Annamaria Bernardini De Pace ha descritto ai soci del Rotary Club presieduto da Roberto Antonelli – tra i presenti anche l’europarlamentare di Busto Arsizio Isabella Tovaglieri – l’epoca del “poliamore” e delle famiglie «telefonizzate», dei padri che «usano i figli come fossero follower» e dei figli che «scoprono i tradimenti dei genitori su Instagram e poi vengono da me». Famiglie rivoluzionate da una tecnologia sempre più invasiva: «Al ristorante c’è il bambino piccolo con l’iPad, quello grande con il telefonino e i due bambini grandi, papà e mamma, ciascuno con il telefono. Sono famiglie che non esistono più. Ai nostri tempi la famiglia era verticale, c’era l’autorità. Oggi no. I figli sono amici. E i genitori sono felici che i figli abbiano il telefonino. Felici di non dover spiegare come funziona il sesso perché i ragazzini a 7-8 anni vanno già a vedere i film porno».

«Macché patriarcato»

Ed è da questo declino della famiglia che derivano molti dei fenomeni che ci preoccupano. Come i femminicidi. «Guardate gli ultimi casi – sostiene Bernardini De Pace, che collabora con la commissione parlamentare d’inchiesta sul tema – sono ragazzi giovani, e magari ci fosse il patriarcato, con autorità e potere. Ma questa è solo violenza che nasce da una ferita narcisistica, avendo impossibilità di gestire la frustrazione. Non sanno sentire i no. Perché ormai ci sono solo diritti e non doveri. Persino il diritto alla casa, che non esiste. E il diritto al lavoro? Dovremmo chiamarlo dovere al lavoro». L’avvocata non è ottimista: «Si insegna oggi nelle famiglie? No, tutti ottengono tutto. Ci sono genitori che piuttosto vendono le proprie cose per comprare il telefono ai figli». E la soluzione dovrebbe essere innanzitutto quella di mettere al centro i figli, detto da chi si occupa delle cause di separazione: «Perdono tutti, ma i figli devono vincere. Io ad esempio propongo di lasciare la casa ai figli e i genitori si spostano. Tesi già accolta in qualche tribunale».

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