Boom dell’extralberghiero a Varese: strutture raddoppiate negli ultimi 5 anni

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VARESEBoom del settore extralberghiero in provincia di Varese: più che raddoppiate le strutture negli ultimi 5 anni, fino a superare quota 18mila letti, che corrispondono al 60% dei posti letto totali del Varesotto. Solo 4 su 10 sono restano ad appannaggio degli hotel. Affitti brevi, bed & breakfast e case vacanza superano così in modo significativo l’offerta alberghiera tradizionale: il segnale di un cambio di tendenze da parte dei viaggiatori e anche la conseguenza dell’aumento del turismo sul territorio.

Tendenze che cambiano

A snocciolare i dati della ricettività turistica della provincia dei laghi negli ultimi cinque anni è il presidente dell’associazione BBVarese Alfredo Dal Ferro. «Questa crescita – commenta – è il risultato diretto delle preferenze dei viaggiatori, che sempre più spesso scelgono di soggiornare in ambienti più accoglienti e autentici, come le case dei cittadini stanziali. Il mercato, con la sua domanda crescente, ha spinto molti proprietari a mettere a disposizione le proprie abitazioni per l’affitto turistico». In quest’ottica si era svolto a Varese un incontro informativo la scorsa primavera.

I numeri

Nel 2019 (qui sotto la tabella con i dati di Polis Lombardia) le strutture extralberghiere in provincia di Varese erano 907, con 14.412 letti e una percentuale dei posti letto pari al 53,38%. Erano 145 le strutture alberghiere (il 46,61% del totale). Negli anni seguenti caratterizzati dal Covid l’alberghiero è rimasto pressoché stabile mentre l’extralberghiero ha iniziato una leggera crescita, prima del boom del 2023, con un totale di ben 1873 strutture, più del doppio del pre-pandemia. I letti sono saliti a 18.610, con una percentuale del 60,42% del totale dei posti letto, mentre il numero degli alberghi dopo qualche breve oscillazione è rimasto lo stesso del 2019.

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Il Cin contro l’abusivismo

Ma non è tutto oro quello che luccica: la rapida espansione dell’extralberghiero ha sollevato diverse questioni legate alla regolamentazione del settore. «È fondamentale che le istituzioni agiscano in modo efficace per garantire la qualità dei servizi offerti e contrastare l’abusivismo – commenta Dal Ferro – in questo senso, l’introduzione del Cin (Codice Identificativo Nazionale) rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore trasparenza e controllo del mercato».

L’appello alle istituzioni

Da Varese parte anche un appello a chi governa. «È fondamentale che le istituzioni supportino e valorizzino questo settore, offrendo alle strutture extralberghiere le stesse opportunità degli alberghi, come l’accesso ai finanziamenti pubblici e agli incentivi per la sostenibilità – sottolinea il presidente dell’associazione – l’extralberghiero non è solo un fenomeno di mercato, ma rappresenta un’opportunità per lo sviluppo economico del territorio. Le strutture extralberghiere sono essenziali all’incremento del turismo sul nostro territorio, promuovono un turismo più sostenibile e stimolano la riqualificazione del patrimonio edilizio in vista del traguardo 2030 richiesto dalla Ue». Alla politica dunque si chiede un inquadramento normativo chiaro a tutela di operatori ed ospiti.

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