Il pentito Bellusci: «Il sindaco di Buscate si rivolse alla ’ndrangheta per occupazione abusiva»

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BUSCATE – Un’altra “bomba” del pentito Francesco Bellusci al processo Hydra in corso a Milano. Secondo quanto ha riferito in aula oggi, mercoledì 14 ottobre, il sindaco di Buscate si sarebbe rivolto alla ’ndrangheta per sfrattare una famiglia che occupava abusivamente un appartamento. Il fatto risalirebbe al 2017, quando Fabio Merlotti – che non è indagato – era al suo primo mandato di sindaco.

Quando la pubblica accusa ha chiesto a Bellusci di spiegare i suoi rapporti con Giuseppe Greco, consigliere della maggioranza del Comune che pochi giorni fa si è dimesso e al tempo non in politica, il pentito ha raccontato l’episodio, che dovrà ora essere verificato. Greco, che allora avrebbe avuto un ruolo di intermediario tra la politica locale e le famiglie che comandavano a Lonate Pozzolo e a Legnano, su richiesta del sindaco sarebbe andato da Giacomo Cristello, titolare di un bar nella piazza principale del paese, per chiedergli di intervenire in merito all’occupazione abusiva di un alloggio popolare da parte dei Barletta, altra famiglia calabrese.

Sfratto eseguito dopo una sparatoria

La questione sarebbe stata affrontata anche in un incontro «nella casa comunale» (nella foto in alto) fra Bellusci, Cristello e Greco. In quell’occasione Cristello aveva fatto una battuta sulla festa della birra di Buscate, che gli avrebbe consentito notevoli introiti qualora avesse potuto avere uno stand. Alla difficoltà prospettate dal sindaco, sempre secondo il racconto di Bellusci, Cristello avrebbe replicato così: «Sennò veniamo a fare casino lì».

In seguito, dopo una lite condominiale tra i Barletta e una famiglia di albanesi finita in una sparatoria, la vicenda divenne pubblica e si risolse con l’intervento della forza pubblica.

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