BUSTO ARSIZIO – Sindacato ADL in presidio davanti alla sede di Agesp Spa per protestare contro i nuovi orari imposti agli addetti allo spazzamento strade. «I lavoratori del settore hanno raccolto le firme per ripristinare la modalità dei riposi compensativi e delle festività, cambiata unilateralmente dall’azienda – protesta Fausto Sartorato, dirigente sindacale di ADL – se non ci ascoltano siamo pronti ad arrivare allo sciopero».
I nuovi orari
Sono una trentina gli addetti al servizio di spazzamento strade di Agesp che da gennaio si sono visti modificare gli orari di lavoro, in merito alla gestione delle festività e dei relativi riposi compensativi. Ora prevede la presenza a rotazione e non più su base volontaria di tutti i lavoratori, e i riposi anticipati al sabato invece che inseriti al lunedì dopo la domenica lavorativa, come succedeva ormai da anni. «Così ci tolgono la possibilità di organizzare la nostra vita privata» fa notare Domenico Garziano, rappresentante sindacale in azienda per ADL. «Non abbiamo mai saltato una domenica, ma chiediamo che tornino i riposi com’erano prima».
La raccolta firme
In risposta al “diktat” sugli orari, i lavoratori interessati hanno raccolto le firme per chiedere una retromarcia ad Agesp. «Ma non è arrivata nessuna risposta» fa sapere il sindacalista Sartorato. Invece il 27 aprile l’azienda e la RSU interna («quelli rimasti…» ironizza ADL) hanno siglato un accordo che «non rispetta quanto aveva deciso l’assemblea, che vincolava la sottoscrizione del nuovo accordo ad una revisione dei riposi compensativi del settore spazzamento, ritornando alla situazione precedente. Biasimiamo questo atteggiamento, non tanto con l’azienda ma con chi “rappresenta” i lavoratori».
L’agitazione
Così ADL è arrivata a scendere in strada, con bandiere e striscioni di fronte all’ingresso della sede Agesp di via Marco Polo. «Diranno che è l’applicazione del contratto, ma è un’applicazione peggiorativa» attacca Fausto Sartorato. «Questo è il primo presidio di una lunga serie, che potrebbe sfociare in uno sciopero. Si poteva evitare con un confronto con l’azienda, ma se fanno orecchie da mercante ci vedremo in Prefettura». Primo step dell’agitazione sindacale. «Siamo tornati indietro di vent’anni, anziché migliorare» ribadisce Domenico Garziano.
