BUSTO ARSIZIO – Una provincia con due capoluoghi? Varese-Busto Arsizio, o forse addirittura Busto Arsizio-Varese: è questo il futuro prospettato in una clamorosa iniziativa che il capogruppo della Lega Simone Orsi e il già ministro e quattro volte europarlamentare Francesco Enrico Speroni hanno messo nero su bianco con l’obiettivo di farla diventare un progetto di legge in Parlamento. Dal sindaco Emanuele Antonelli e dalla maggioranza di centrodestra è arrivato subito un entusiastico appoggio: il tema verrà ora portato in consiglio comunale con una mozione, che il sindaco chiederà di condividere anche ai gruppi di minoranza, mentre sarà la deputata Manuela Maffioli a depositare la proposta a Montecitorio.
Il progetto
Un gioco di squadra che potrebbe chiudere la storica ferita di una città che non è mai diventata capoluogo di provincia. Un secolo fa – narra la storia o forse la leggenda – a Busto Arsizio fu preferita Varese per una presunta fredda accoglienza del Duce Benito Mussolini in visita in città. Più recentemente, a inizio anni ‘90, l’ipotesi di creare la provincia del Seprio e dell’Altomilanese sfumò per la mancata adesione di uno dei Comuni coinvolti. Ora ci riprova il progetto Orsi-Speroni, alla vigilia delle celebrazioni del centenario della Provincia: punta a rendere co-capoluoghi di provincia tutte quelle città attualmente non capoluogo la cui popolazione è superiore a quella della città che dà il nome all’ente territoriale. Varese-Busto Arsizio, quindi, ma anche Imperia-Sanremo in Liguria e Caltanissetta-Gela in Sicilia, per citare gli esempi di realtà che con Busto Arsizio hanno legami forti.
Le province come Busto
Sono sette in tutto le province italiane il cui capoluogo attualmente non è la città con il maggior numero di abitanti. Come Busto, che ormai ha 85mila abitanti contro gli 80mila scarsi di Varese, ci sono anche Civitanova Marche con Macerata e San Benedetto del Tronto con Ascoli Piceno nelle Marche, Corigliano-Rossano con Cosenza in Calabria e Marsala con Trapani in Sicilia, oltre alle già citate Gela con Caltanissetta e Sanremo con Imperia. L’idea di Simone Orsi nasce quasi un anno fa: insieme a Speroni però non si è limitato a stendere una bozza di progetto di legge, che la deputata Maffioli si è resa disponibile a sottoporre agli uffici parlamentari, ma ha anche incassato un appoggio per ora informale da parte della gran parte dei sindaci delle città che verrebbero premiate da questa iniziativa. A partire dal primo cittadino di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, che ha accolto con grande attenzione l’iniziativa e ha già sollecitato la sua maggioranza di centrodestra – ma lo farà anche con l’opposizione – a sostenerla ufficialmente con un voto in consiglio comunale.
L’iter e la speranza
Adesioni sono pervenute anche dalle fasce tricolori di Gela, Sanremo, Civitanova Marche e Corigliano Rossano, mentre con Marsala e San Benedetto del Tronto, che hanno appena rinnovato l’amministrazione con le elezioni, sono stati appena avviati i contatti. Con la legislatura a Roma a un anno o poco più dalla scadenza, le probabilità di portare a termine l’iter parlamentare sono oggettivamente complicate, ma il sostegno trasversale e bipartisan finora raccolto – i sindaci coinvolti spaziano da Fratelli d’Italia al campo largo con il Movimento 5 Stelle – lascia ben sperare. E il sogno di Busto Arsizio capoluogo di provincia – o meglio co-capoluogo – e di una provincia di Busto Arsizio-Varese, potrebbe finalmente concretizzarsi.
Cinepanettone bilancio. Maggioranza ri-allineata, il Pd: «Busto co-capoluogo»
