BUSTO ARSIZIO – Da sempre la Camera Penale di Busto Arsizio è estremamente attenta alle condizioni dei detenuti della casa circondariale cittadina. Lo dimostrano le costanti visite per verificare le condizioni della struttura e dei reclusi. Lo dimostrano le battaglie purtroppo mai finite per denunciare l’esorbitante numero di suicidi che si consumano nelle carceri italiani con richieste continue ai tavoli di Governo per intervenire su quella che è una drammatica emergenza.
Il risultato che conta
Lo dimostra anche la partita di calcetto giocata tra le mura delle struttura che ha visto contrapposte le squadre di Camera Penale e detenuti. Il match ha visto una schiacciante vittoria 3-0 di questi ultimi, ma il risultato che conta è un altro. L’iniziativa organizzata dall’avvocato Matteo Porrello, componente del direttivo della Camera Penale bustocca, grazie al supporto della dottoressa Nicolosi dell’area trattamentale, è stato un momento di “apertura” per i detenuti.
L’importanza della socializzazione
«Un momento di socializzazione di grande importanza – sottolinea infatti l’avvocato Tiberio Massironi, presidente della Camera Penale cittadina – Che consente ai detenuti di guardare a differenti rapporti e di guardare ai rapporti in modo differente. La finalità della pena è rieducativa, chi è recluso non è da considerarsi escluso dalla società. Momenti di socialità come questo diventano quindi fondamentali».
