Busto, ex carceri e Conventino corsa contro il tempo per il loro recupero

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Le ex carceri austro-ungariche di piazza Vittorio Emanuele a Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO – Sono due edifici storici in lista d’attesa da parecchi anni. Si tratta della seicentesca “Casa Canavesi-Bossi”, meglio conosciuta come il Conventino, e delle ex carceri austro-ungariche di piazza Vittorio Emanuele-via Borroni. Vecchie strutture in pieno centro, attorno alle quali si discute da decenni senza che nessuno sia ancora riuscito a mettervi mano per evitare il progressivo degrado. Il Conventino di corso Matteotti è a rischio crolli e, a questo punto, non sono più possibili rinvii. I soldi per finanziare gli interventi ci sono soltanto in parte, dovrebbero arrivare dalla società Soceba che ha realizzato i nuovi insediamenti residenziali e commerciali proprio in piazza Vittorio Emanuele. L’intesa col Comune è di utilizzare circa due milioni di euro come standard pubblici per ristrutturare o, comunque, mettere in sicurezza i due immobili. Il costruttore ha tempo fino al 2021 per avviare i cantieri, si tratta però di una corsa contro il tempo per evitare situazioni poi irrecuperabili.

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La situazione di grave degrado del Conventino

Mancano i finanziamenti

Sul Conventino si parlava tempo fa di un recupero da destinare ad iniziative private e pubbliche. Ma servono almeno quattro milioni di euro in più per completare l’intervento. Dove trovarli? Un paio d’anni fa si pensò di partecipare a bandi regionali e a quelli della Fondazione Cariplo. Ma non si ebbe più notizia. E ora?
Sulle ex carceri il discorso sembra avviato con maggiori possibilità di successo, anche perché l’edificio ottocentesco che fino agli anni Settanta ospitava ancora i detenuti è meglio conservato. L’obiettivo dell’amministrazione civica è di realizzarvi un centro culturale audivisivo, una novità interessantissima per Busto Arsizio, città del Baff. Ma anche qui servono altri finanziamenti. Reperirli non è cosa semplice alla luce dell’attuale congiuntura che penalizza gli enti pubblici.
Palazzo Gilardoni sta studiando come agire sul piano finanziario, ben sapendo che anche altri sono gli impegni sul versante delle opere pubbliche di questo secondo scorcio del mandato amministrativo, a cominciare dal recupero dell’ex calzaturificio Borri, una delle spine nel fianco di tutte le giunte che si sono succedute in questi ultimi vent’anni.

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