Busto, Cavallotti Garden senza irrigazione: «Contatore non allacciato». J’accuse di Tallarida

BUSTO ARSIZIO – L’impianto di irrigazione fuori uso nella nuova area pedonale di via Cavallotti e via Bramante? Colpa di un contatore dell’acqua che non era mai stato allacciato, a distanza di mesi dall’inaugurazione. A rivelarlo è il consigliere delegato al verde e all’ecologia Orazio Tallarida, in risposta alla polemica sollevata dall’ex consigliere Livio Pinciroli sullo stato delle piante e delle aiuole nel “salotto” di Busto Arsizio. «Me ne sono accorto io – ammette l’esponente di Fratelli d’Italia – ed è per questo che ho chiesto di bagnare le piante meccanicamente. Ma sono ritardi inaccettabili».

Il “j’accuse”

Orazio Tallarida ha ritenuto opportuno «fare chiarezza» sulla vicenda dopo la ridda di commenti social suscitati dalle parole di Pinciroli. «Ci metto la faccia – scrive il delegato al verde e all’ecologia – ma sono stato consultato solo all’ultimo momento». La competenza operativa di questi passaggi sarebbe infatti in capo alla struttura tecnica – Agesp Attività Strumentali e Comune – e Tallarida non usa mezzi termini nel riferire che «il contatore andava allacciato prima. Non era un dettaglio secondario». E le responsabilità sono precise: «Il dirigente preposto aveva il dovere di verificare attentamente il fine lavori». Ora l’intervento degli operatori di Agesp con la cisterna e la canna dell’acqua per bagnare le aiuole è una pezza. «Ma non è questo il modo in cui dovrebbero funzionare le cose» ribadisce il consigliere.

La nota del consigliere Tallarida

È il momento di fare chiarezza.

Dopo aver letto molti commenti e visto diverse prese di posizione, ritengo doveroso intervenire direttamente. Lo faccio con trasparenza, mettendoci la faccia, perché credo sia giusto così.

Sì, sono stato consultato, ma soltanto all’ultimo momento, quando ormai le decisioni erano praticamente già state prese. Ho espresso il mio parere, in modo franco e personale, e chi era presente sa bene come sono andate le cose. Mi auguro che lo confermino pubblicamente. Gli errori possono capitare, fa parte del percorso. Ma i ritardi, quelli no. Non sono accettabili.

Il contatore andava allacciato prima. Era un passaggio fondamentale, e non si può arrivare a scoprire che manca qualcosa di così essenziale. Il problema più grave è che la questione è stata presa alla leggera, come se si trattasse di un dettaglio secondario. Ma non lo era.

A rendere tutto ancora più grave è che ci si è accorti solo dopo otto mesi che il contatore non era mai stato allacciato. Me ne sono reso conto personalmente, chiedendo come mai l’impianto di irrigazione non funzionasse. La risposta è stata chiara: “Il contatore non è allacciato”.

A quel punto ho chiesto di intervenire subito, uscendo a bagnare meccanicamente, per evitare ulteriori danni. Ma non è questo il modo in cui dovrebbero funzionare le cose.

In tutto questo, va detto chiaramente: il dirigente preposto aveva il dovere di verificare attentamente il fine lavori. È una responsabilità precisa, non delegabile, e che andava esercitata con rigore.

Serve più responsabilità. E serve prima.

Piante rinsecchite e irrigazione fuori uso. Pinciroli tuona: «Busto, povero “salotto”»

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