BUSTO ARSIZIO – Concerto di Capodanno da sold out al teatro Sociale: una tradizione che si rinnova per «iniziare l’anno all’insegna della bellezza e della cultura», come sottolinea l’assessore Manuela Maffioli. Busto Arsizio si conferma anche quest’anno unica tra le grandi città della provincia di Varese a proporre il concerto a mezzogiorno il 1° gennaio, proprio come a Vienna e a Venezia. E il vicesindaco Luca Folegani, in fascia tricolore, rivolge alla città gli auguri ufficiali per «un 2026 che veda Busto degna del suo nome, della sua storia e della sua identità».
Lo spettacolo

Ad aprire, letteralmente, le danze è l’ormai abituale “sorpresa” di inizio concerto: sul palco compare una ballerina della scuola di danza Aretè che introduce un video realizzato dall’istituto cinematografico Antonioni che mostra le ballerine di Aretè che danzano tra i musei e i luoghi della cultura della città. Sul palco poi la scena è tutta per l’Orchestra Du.Ca. dell’associazione Musikademia, diretta dal maestro Davide Bontempo, con il tenore giapponese Nao Mashio e il soprano Gabriella Locatelli. Propongono un programma “Made in Italy” che è un viaggio nel mondo, dall’inno di Mameli all’ouverture de L’Italiana in Algeri di Rossini fino al “Nessun Dorma” della Turandot di Puccini e all’ouverture del Nabucco di Verdi. E sono applausi a scena aperta.
Le voci

Tra le autorità in prima fila, con il vicesindaco Folegani e l’assessore Maffioli, ci sono il viceprefetto Michele Giacomino, l’assessore Alessandro Albani e i consiglieri Orazio Tallarida, Paolo Geminiani e Marco Lanza, ma anche il direttore del Teatro Sociale Federico Zanandrea. In apertura il vicesindaco Folegani rivolge il buon anno della Città a nome del sindaco Emanuele Antonelli, citando Papa Leone XIV in occasione della giornata mondiale della pace. Che «non è un concetto astratto ma è nei piccoli gesti concreti di ciascuno di noi».

L’assessore alla cultura Manuela Maffioli, richiamando il video dell’Icma, ricorda che il 2026 «sarà l’anno dei musei, li chiudiamo per rinnovarli, e dei teatri, che pulsano di un calendario ricchissimo. Sarà un anno pieno di cultura, e la vostra risposta ci incoraggia». Riferimento al pubblico che ha affollato il Sociale anche questo primo dell’anno, con l’auspicio che la «cultura sia elemento di coesione, di elevazione e di benessere» e che possa essere «un anno di condivisione e coesione all’insegna dell’amore per la città e di una posizione di sempre maggior rilievo per la città sul territorio».

Nuovo anno in musica: Busto si emoziona al Sociale con il Concerto di Capodanno
