Busto è già in clima elettorale. Antonelli al Pd: «Io zen, voi non governerete mai»

BUSTO ARSIZIO – Via libera al rendiconto di gestione e alla variazione di bilancio con i soldi del maxi-avanzo, ma il consiglio comunale si surriscalda in un botta e risposta tra maggioranza e opposizione che lascia presagire un avvio anticipato di campagna elettorale. Con le bordate del centrosinistra che fanno dire al sindaco Emanuele Antonelli: «Sono diventato zen e non ribatto, ma non può passare il messaggio che siamo inefficienti – la sua risposta al segretario del PD Paolo Pedotti – mi spiace che non governerete mai e non potrete mai provare che questo è un comune non efficiente, ma di più».

I soldi dell’avanzo

A scaldare il clima in sala esagonale, più del rendiconto 2025 è la variazione di bilancio che spende oltre otto milioni degli 11 dell’avanzo, entrambi presentati dall’assessore al bilancio Alessandro Albani. Ma quando la Dem Cinzia Berutti parla di «gioco delle tre carte» a proposito dei soldi dell’avanzo spostati su opere in precedenza finanziate con mutui e suggerisce di riprendere il progetto di completamento dell’ex Macello che era stato sacrificato perché troppo oneroso, il sindaco Antonelli non ci sta e si fa sentire: «Noi non giochiamo, lavoriamo seriamente, ma basterebbe capire meglio quello che si legge, abbiamo solo cambiato la fonte di finanziamento di alcune opere. Il Macello? Troppo gravoso per gli uffici già oberati con il Pnrr, oggi è più facile impegnare l’avanzo nelle strade e nelle manutenzioni, ma si farà perché grazie a come abbiamo mandato avanti il bilancio, la prossima amministrazione avrà i soldi per finire le poche cose che mancano».

Botta e risposta

Poi però è Paolo Pedotti (PD) ad alzare il tiro, parlando di «lungimiranza limitata» a proposito del maxi-avanzo e delle scelte su come riversarlo nel bilancio. Suggerendo di finanziare «investimenti che possono portare al comune entrate aggiuntive che possano liberare risorse sul lungo periodo. Ad esempio la piscina». E il sindaco gli ribatte: «Lei è molto giovane, quindi probabilmente non so che esperienze può avere per dire certe cose. Le piscine sono in perdita secca ovunque, è l’esempio peggiore ma glielo perdono. Però l’avanzo deriva dal fatto che gli assessori non spendono tutto, non perché sono lazzaroni o perché hanno chiesto di più per stare tranquilli, ma perché durante l’anno succedono cose che portano a spendere meno. Sono contento di avere un avanzo, perché sono soldi che si spendono subito se servono, sarei preoccupato di avere una perdita».

Il sindaco zen

Però il segretario del PD continua a incalzare e il sindaco potrebbe sbottare, come capitato in passato, ma invece: «Sono diventato zen, ma non voglio che passi il messaggio che siamo inefficienti, come ha detto il giovane consigliere Pedotti – la risposta di Antonelli, che si riferisce alla macchina comunale – mi spiace che non governerete mai e non potrete mai provare la loro efficienza ma questo è un comune non efficiente, di più. Mancano risorse ma rispettiamo sempre quello che vogliamo fare. Non posso chiedere più di quello che stanno facendo». A difendere «il giovane» Pedotti arriva Santo Cascio (Progetto in comune): «Io sono anziano ma lei, sindaco, deve rispettare un’idea diversa di priorità nella dignità reciproca». E accusa velatamente l’amministrazione di un avanzo «elettorale», dicendo che «fa comodo in tempi di elezioni. I cittadini al bar dello sport mi chiedono “vuoi vedere che iniziano le asfaltature?“. Non ci facciamo bella figura: vedono da 25 anni scempio Borri e hanno subito 25 anni di angherie perché non ci sono soldi, e adesso spunta l’avanzo».

Antonelli vs Cascio

Ma per Antonelli «Cascio ha presentato un disastro di città che non sono abituato a vivere. Nei primi 5 anni abbiamo fatto tante opere anche senza Pnrr e i miei amici al bar ci hanno premiato con il 51%», che in realtà era 55%, come fanno notare dai banchi della maggioranza. Poi il sindaco aggiunge: «Inutile che cerco di farvi capire, ci rinuncio, rimanete convinti, ma spero lo facciate solo per propaganda, i cittadini sono certo che rivoteranno, tra poco, perché hanno visto un’altra città. Non è uno sfacelo. Anche io ascolto tanto la gente, anche le persone che non mi hanno mai votato oppure i Cetto Laqualunque che dicono che possono risolvere tutto in pochissimo tempo». Qui sembra riferito all’ex assessore Loschiavo. «Dopo dieci anni posso dire che abbiamo fatto tantissimo e nei bar dove vado anch’io i cittadini sono contentissimi. Mi spiace se soffrite in questa città, vi chiedo scusa se vi faccio vivere male ma continuo a fare quello che sto facendo perché nonostante quello che dite voi penso di essere nel giusto».

Il dibattito

Ma Pedotti non molla e replica al sindaco: «Viviamo bene anche se il comune non è amministrato dal centrosinistra. Non governeremo mai a Busto? Lei ha iniziato la campagna elettorale e non c’è ancora un candidato sindaco». Poi quando il segretario Dem denuncia che «il comune non fa nulla per le politiche sul lavoro, ma noi non vogliamo lasciare indietro le persone», si prende il cazziatone dell’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni: «Se c’è un’amministrazione che ha investito sulle persone è questa, lo dimostrano i miei capitoli, passati da 12-13 milioni del 2022 a 18 milioni a fine 2025». Il resto è corollario, con Antonelli che rinfaccia al PD «la legge del 110, ma un minimo di vergogna non ce l’avete?». Oppure Max Rogora (FdI) che prende di mira Berutti: «Dice che spendiamo troppo sulle strade? Una cagata. Con 3 milioni di asfaltature ci vogliono 100 anni per sistemare 300 chilometri di strade». E Giuseppina Lanza (Prl) che invoca «risorse per la messa a norma e l’adeguamento antincendio» degli edifici pubblici. Al voto la maggioranza è compatta: rendiconto e variazione passano.

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