NOVARA – Due episodi distinti, avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, riportano l’attenzione sul tema della sicurezza a Novara, muovendosi tra la microcriminalità di strada e il possesso illegale di armi da fuoco.
Il colpo in corso Cavallotti
Ieri mattina, martedì 14 aprile, la tabaccheria di corso Cavallotti gestita da Roberto Totaro è stata bersaglio di una rapina. Un uomo solitario, con il volto coperto da cappuccio e mascherina, è entrato nell’esercizio armato di una spranga di ferro di circa 50 centimetri.
L’azione è stata rapida e senza l’uso di violenza fisica: il rapinatore ha colpito il bancone con l’asta metallica per intimare la consegna del denaro. Una delle addette, mantenendo il sangue freddo, ha consegnato un centinaio di euro. Il malvivente è poi fuggito a piedi, dileguandosi tra i passanti. I Carabinieri, intervenuti subito dopo l’allarme, stanno ora esaminando i filmati delle telecamere interne che hanno ripreso l’intera sequenza.
Armi clandestine rintracciate in città
A questo episodio si aggiunge un’operazione di sicurezza condotta nei giorni scorsi dalla Polizia Locale di Cerano, in collaborazione con il comando di Novara. Un’attività investigativa, nata da normali controlli sul territorio, ha permesso di individuare un’abitazione nel capoluogo dove erano occultate armi clandestine.
Il sequestro ha riguardato un fucile a canne mozze e una pistola semiautomatica, entrambi privi di matricola e, secondo i rilievi, perfettamente efficienti e pronti all’uso. Le armi erano state modificate per renderle non tracciabili, confermando un potenziale pericolo per l’ordine pubblico se fossero state impiegate in attività criminose.
Il quadro della sicurezza urbana
Sebbene i due fatti siano cronologicamente separati e di diversa natura, la loro successione mette in luce due aspetti del controllo del territorio: da una parte la risposta immediata necessaria per contrastare reati predatori commessi alla luce del sole con armi improprie; dall’altra l’importanza dell’attività di prevenzione che permette di sottrarre al circuito della criminalità armi da fuoco che avrebbero potuto alzare il livello di pericolosità degli episodi di cronaca locale.
