BUSTO ARSIZIO – Nuova tariffa puntuale dei rifiuti, «ci vuole pazienza». L’amministratore unico di Agesp Spa Francesco Iadonisi si rivolge ai cittadini, che appaiono disorientati dalla rivoluzione della “bolletta” dell’immondizia gestita direttamente dalla società di via Marco Polo. «Non è più un tributo ma una fattura, come quella dell’acqua – spiega Iadonisi – i cittadini ne riceveranno tre, a marzo, luglio e novembre. C’è stato qualche disguido iniziale, ma lo risolveremo». Per fronteggiare i disagi Agesp corre subito ai ripari: oltre alla già annunciata istituzione dell’ufficio Tarip di via Pepe, arrivano due numeri Whatsapp per comunicare con l’utenza e una app (Junker) per tutte le informazioni sul servizio. E se gli aumenti 2025 sono stati sterilizzati grazie allo stanziamento extra di un milione di euro da parte del comune, per il futuro si spera nel recupero dell’evasione per calmierare la tariffa: sarebbero circa 5000 le utenze “fantasma” da far emergere.
Il caos bollette

«Dopo l’invio delle prime “bollette” ci è arrivato uno “tsunami” di richieste via email, anche banali – rivela il direttore generale di Agesp Gianfranco Carraro – ci siamo resi conto che molti cittadini non hanno ancora capito che dal 1° gennaio 2025 il servizio di riscossione è migrato dal Comune ad Agesp Spa, nonostante avessimo comunicato all’utenza, indirizzo per indirizzo, le indicazioni del passaggio». Tra le «anomalie» emerse, le posizioni delle ditte individuali che nel database del Comune venivano archiviate senza numero di Partita IVA ma solo con il codice fiscale. E poi la rivisitazione delle riduzioni, che incide sul “quantum” da versare: ad esempio, lo sconto del 30% che veniva riservato a tutti gli utenti over 70 è stato sostituito da un sistema di agevolazioni sulla base dell’Isee.
Le rate e i raffronti
Di certo c’è che per il 2025 il conto totale della Tarip di ciascuna utenza dovrebbe essere «in linea con quello dell’anno scorso», come spiega Iadonisi, dato che «non essendoci ancora i conferimenti “minimi” ci siamo basati sulla storicità», quindi sulla Tari 2024. Le tre rate tendenzialmente saranno di importo simile tra di loro, anche se le nuove tariffe varate in consiglio comunale verranno calcolate a partire dalla seconda rata di luglio, mentre invece sarà nella terza rata a saldo che si farà sentire «l’effetto di mitigazione assunto dall’amministrazione comunale» accollandosi il costo dell’IVA al 10% sulle utenze domestiche e sugli enti non economici. Per gli inevitabili raffronti con la Tari 2024 si dovrà poi considerare l’aumento generalizzato di 6 euro imposto da Arera, l’authority dei servizi pubblici, per finanziare il fondo per le famiglie disagiate. Inoltre il dg Carraro annuncia che «la prossima fattura riporterà la dicitura Agesp Ambiente e Territorio», la nuova società (Newco) di igiene ambientale del gruppo.
Il caso delle utenze fantasma
A fianco di Iadonisi e Carraro c’è anche il sindaco Emanuele Antonelli, che si schiera con Agesp sulla rivoluzione Tarip: «Un lavoro lunghissimo, duro, difficile, ma per ora stiamo procedendo bene, forse anche perché il personale di Agesp è molto professionale». Nel mirino finisce invece l’autorità Arera: «Deve diventare maggiorenne, servono regole certe per tutti altrimenti programmare è impossibile. Noi abbiamo anticipato la tariffa puntuale, che prima o poi diventerà obbligatoria, e dobbiamo fronteggiare le polemiche perché i cambiamenti sono importanti. Ma sarebbero meno, le polemiche, se la Tarip fosse obbligatoria per tutti i comuni». Dall’altro lato, Antonelli si rivolge anche ai cittadini e ad Agesp: «Dobbiamo imparare tutti a risparmiare: se i cittadini si comportano bene con la raccolta differenziata, potrebbero esserci dei risparmi, ma se non avvengono non va bene. Il Comune non può metterci ogni anno un milione, ma era un passo necessario fare per far finire le polemiche». Per il futuro la speranza è nel recupero dell’evasione: «Con il nuovo sistema le posizioni vengono fuori, stiamo parlando del 10% circa di utenze “fantasma” su cui il Comune non faceva molti controlli – fa notare il sindaco – se recuperiamo quei soldi di chi ha fatto il furbo, magari qualcuno anche giustificato e in buona fede, possono aiutare a calmierare i prezzi per tutti». Sarebbero attorno alle 5000 le utenze da far emergere, rispetto alle circa 45mila in tutto oggi gestite da Agesp.
Il nuovo ufficio Tarip e le App

Per venire incontro all’utenza, Agesp Spa ha poi deciso di moltiplicare i canali di comunicazione con l’utenza. In via Pepe 31 è già a disposizione, su appuntamento, il nuovo ufficio Tarip, che serve tre utenze ogni ora, e che è affiancato anche da un nuovo distributore automatico di sacchetti, sempre affacciato sulla via Pepe. E poi ci sono i due servizi Whatsapp, dietro iscrizione, dedicati ad Agesp Igiene Ambientale per la gestione e tariffazione dei rifiuti, e ai servizi di Agesp Attività Strumentali. Presto sarà possibile anche fare riferimento all’app nazionale Junker dedicata al mondo della raccolta differenziata.

Busto, il Comune ci mette un milione: aumenti Tarip sterilizzati. E maggioranza allargata
