Edicola San Carlo, il restauro unisce Busto. Attolini e Cozzi: «Merita di rifiorire»

BUSTO ARSIZIO – Un gesto che nasce dal lavoro di squadra, fino ad unire un’intera città. L’iniziativa legata al restauro conservativo della storica edicola dedicata a San Carlo Borromeo mette tutti d’accordo a Busto Arsizio. E se la proposta arriva dal neo-costituito comitato – un’associazione spontanea di cittadini – anche la politica applaude all’iniziativa e garantisce il proprio sostegno. «È il segno che qualcosa può sempre rifiorire», le parole del consigliere di maggioranza Francesco Attolini (FdI). «Tutta la zona merita di essere abbellita», il sostegno dell’assessore alla sicurezza Claudia Cozzi (FdI).

Busto unita

«Come residente, passo spesso da quelle parti», dice Attolini. «Ed effettivamente mi travolge sempre un po’ di tristezza vedere la trascuratezza dell’edicola a San Carlo». Poi aggiunge: «Farsi carico, con spirito di volontarietà, di un patrimonio della collettività è il segno che qualcosa può sempre rifiorire: un gesto concreto che porta a prendersi cura del bene comune». Sì, perché non basta parlarne: «Bisogna anche darsi da fare. Quindi complimenti a chi si sta adoperando, ogni comitato, associazione spontanea – non pretestuosa, ma con spirito collaborativo e con soluzioni – è sempre una buona cosa».
Sulla stessa linea l’assessore Cozzi: «Si tratta di un aspetto di cui si è già parlato. Anche perché ora sarà pronto il Conventino, quindi quella zona merita sicuramente di essere abbellita». Poi aggiunge: «C’è sempre stato qualcuno che si è occupato dell’edicola, un cittadino che metteva i fiori in occasione delle ricorrenze». Quindi, prosegue, «se associazioni, privati o anche la parrocchia avesse intenzione di intervenire per curare l’area, è fantastico. Sarebbe un peccato lasciare l’edicola abbandonata». Una zona che «ho sempre frequentato e che mi è sempre stata a cuore: ci siamo, quindi, già interessati – anche con il supporto dell’assessore Luca Folegani – e continueremo a farlo».

L’edicola

Situata in via Matteotti – a due passi dal Conventino, attualmente in fase di recupero con fondi Pnrr – l’edicola sorge in un piccolo slargo che un tempo ospitava un pozzo pubblico. La sua edificazione affonda le radici nella prima metà del XVII secolo, a breve distanza dalla scomparsa di San Carlo Borromeo (1584) e dalla sua canonizzazione avvenuta nel 1610, figura alla quale la comunità di Busto Arsizio ha da sempre tributato una profonda e radicata devozione. La fondazione del tempietto si inserisce con ogni probabilità nel clima di forte fervore religioso e di richiesta di intercessione sorto in concomitanza con la drammatica pestilenza che colpì il territorio milanese e bustocco nel 1630. Nel corso dei secoli, la posizione strategica dell’edicola, equidistante dalle chiese plebane di San Michele e San Giovanni, la rese una tappa fondamentale e solenne per le processioni religiose che animavano il borgo.

«Salviamo l’Edicola di San Carlo». A Busto nasce il Comitato per il restauro

busto edicola san carlo attolini cozzi – MALPENSA24