BUSTO ARSIZIO – Giuseppe Filoni chiude la vicenda Mensa dei Poveri incassando anche il proscioglimento per l’accusa di corruzione (così era stata riqualificata l’iniziale imputazione di abuso d’ufficio) contestata nel filone bustocco dell’inchiesta che, nel maggio del 2019 decapitò Forza Italia in provincia di Varese portando all’arresto anche dell’ex plenipotenziario degli azzurri Nino Caianiello. Filoni esce dall’inchiesta completamente innocente.
Prosciolto a Busto
Quest’unico capo di imputazione, relativo al periodo durante il quale Filoni ricopriva il ruolo di amministratore unico della società Tutela Ambientale Arno Rile Tenore è stato archiviato dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio Giulia Pulcina in accoglimento della richiesta di archiviazione depositata dal Pubblico Ministero Nadia Calcaterra al termine di un anno di indagini meticolose. «L’estraneità ai fatti del mio assistito è così chiara – commenta l’avvocato Lara Paladino, che ha assistito Filoni sin dall’inizio della vicenda – Da non necessitare nemmeno di un processo per essere confermata». La vicenda per Filoni si chiude con un proscioglimento definitivo.
Assolto a Milano
Per Filoni nell’ottobre 2023 era arrivata anche l’assoluzione con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste, anche per l’accusa di turbativa d’asta in merito al bando di gara del bar presso l’ospedale di Busto Arsizio. Un’assoluzione congiunta a quella arrivata anche per la cooperativa Effecinque coinvolta con Filoni nello stesso troncone di Mensa dei Poveri rimasto a Milano. Assoluzione definitiva visto che la procura, che aveva chiesto l’assoluzione di Filoni in sede di requisitoria, non ha ovviamente impugnato il verdetto favorevole di primo grado. «Siamo soddisfatti dell’esito di una vicenda durata sei anni – spiega Paladino – Sei anni lunghi e difficili al termine dei quali il mio assistito ha finalmente ottenuto verità e giustizia. Ora possiamo mettere davvero la parola fine a questa vicenda».
