BUSTO ARSIZIO – Ha finto di essere stata rapinata e si è intascata l’incasso del negozio di prodotti per animali di Busto nel quale lavorava. A casa, anche se per poco, si era portata 4.300 euro. Le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Busto Arsizio, coordinate dal pubblico ministero Nadia Calcaterra (nella foto piccola), hanno svelato una storia molto diversa da quella raccontata dalla commessa 39enne in sede di denuncia.
La finta rapina
La donna ha spiegato di essere stata rapinata in un’assolata giornata dell’agosto 2024 in una Busto Arsizio semi deserta. Stando al suo racconto la 39enne era diretta in banca per depositare l’incasso del negozio, 4.300 euro in contanti, appunto, quando, quasi arrivata in banca, era stata aggredita da due uomini di sella a una moto, con il volto reso irriconoscibile dal casco, che le avevano strappato la borsa con i soldi. Uno scippo bello consistente. I militari si erano messi subito al lavoro cercando di catturare i due malviventi.
Telecamere e perquisizione
Peccato che dalle telecamere di videosorveglianza della banca, che avrebbero dovuto registrare almeno qualche istante della rapina, non era emerso niente. O meglio era emerso che lo scippo non era avvenuto visto che le immagini non mostravano nulla di diverso dalla camminata di qualche passante e lo scorrere del traffico. A quel punto gli uomini dell’Arma, d’intesa con l’autorità giudiziaria, avevano fatto scattare la perquisizione a carico della 39enne trovando nell’abitazione della donna la borsa contenente ancora il denaro. Per la commessa infedele è quindi scattata la citazione diretta a giudizio con le accuse di appropriazione indebita aggravata e simulazione di reato.
