BUSTO ARSIZIO – Manuel Agnelli ha detto: «Nessuno uscirà vivo dagli Anni 80». Flashback, l’ultimo libro del giornalista Matteo Inzaghi (299 pagine edito da De Piante) è la dimostrazione che anche Agnelli può sbagliare. Perché il cinema americano degli Eighties raccontato dal direttore di Rete55 è più vivo che mai e, anzi, segna la strada che ci ha portati fino all’oggi.
Flashback
Inzaghi indaga come quel cinema americano sia riflesso politico-culturale degli Anni 80 e come abbia influenzato idee, costumi e quotidianità delle generazioni a venire. In sintesi, quel cinema ha disegnato un nuovo modello sociale. I titoli citati dall’autore sono centinaia, da Blade Runner ad American Gigolò, passando per l’horror, Woody Allen, Indiana Jones, Et, Ritorno al Futuro (solo per citarne alcuni) per approdare, infine, a due pietre quadrangolari di un’epoca: Rambo e Top Gun. Entrambi, ciascuno a suo modo, rappresentanti di quell’America che in Reagan ha visto la svolta per lasciarsi alle spalle gli Anni Settanta, il Vietnam e l’utopia hippie.
Il genere poliziesco
Domani, martedì 31 marzo, il Flashback di Matteo Inzaghi sarà protagonista di una serata speciale organizzata da Lampi Blu. L’autore, intervistato dalla giornalista Simona Carnaghi, si concentrerà in particolare sul genere poliziesco di quegli anni. Anche qui basta citare qualche titolo per aprire un immaginario collettivo: Beverly Hills Cop – dove Eddie Murphy si inventa il logorroico Alex Foley -, Arma Letale, Die Hard (per anni in molti hanno immaginato Bruce Willis vestito sempre con una canottiera bianca); ma anche pellicole che raccontano una città distopica, come Vivere e morire a Los Angeles; o un’America lontana da quella patinata vista altrove, come in Colors-Colori di Guerra. Film capaci di anticipare un futuro che è quasi qui – Robocop – e di raccontare “sbirri” disincantati, sciupafemmine, carismatici, chiacchieroni, ironici, a volte violenti, ma sempre e solo per una buona causa. Quella del bene che alla fine vince sul male.
Ieri e oggi
L’appuntamento è alle 20.45 nella sede di Lampi Blu in via Caprera 1 a Busto Arsizio. Due piccole note. La prima, come sottolinea Marcello Foa nella prefazione: «Sbaglia chi immagina una passeggiata sul viale dei ricordi», visto che i titoli citati fanno parte dell’immaginario collettivo. Inzaghi ha infatti un approccio scientifico nel mettere in relazione immagini e messaggi cari al reaganismo, nello spiegare il perché di quelle storie, di quei personaggi e di quei messaggi, suggerendo come quell’America is back, slogan di Reagan, rimandi all’American First di Trump che, forse, è prodotto, oltre che di quegli anni, anche di quel cinema. In questo senso ri-guardare attraverso Flashback quei film consente una lettura più lucida e disincantata del presente. La seconda nota riguarda il solo effetto collaterale del libro: al termine dell’ultima pagina il lettore darà vita a una spasmodica ricerca su ogni piattaforma disponibile di quegli stessi film per rivederli.
