“Generazione ’78” a Busto: Mancinelli torna a Comunità Giovanile dopo 35 anni

BUSTO ARSIZIO – Il cantautore Francesco Mancinelli torna a Comunità Giovanile 35 anni dopo il suo concerto alla prima Festa della comunità fondata da Giovanni Blini. Presenterà il libro “Generazione 78”, che richiama il titolo della canzone dello stesso Mancinelli che è un inno generazionale, e che contiene un capitolo dedicato all’esperienza di Comunità Giovanile. Un’occasione per guardarsi indietro (e dentro) per la realtà bustocca di vicolo Carpi che un anno fa ha dato il via ad un rilancio che passa anche attraverso il ricambio generazionale.

La ricorrenza

Era il 21 settembre 1990, pochi giorni prima della tragica scomparsa di Giovanni Blini. Durante la prima festa di Comunità Giovanile a Busto Arsizio, Francesco Mancinelli – invitato dallo stesso Blini – tenne un concerto in cui i ragazzi della comunità cantarono anche “Generazione 78”.  Domenica 21 settembre, esattamente 35 anni dopo, Francesco Mancinelli tornerà sul palco di vicolo Carpi per presentare il suo libro – “Generazione ’78. Viaggio storico, critico e introspettivo attraverso una comunità di destino” – in cui c’è un capitolo dedicato a Comunità Giovanile. «Sarà l’occasione per riscoprire il passato e guardare al futuro» sottolinea Checco Lattuada, fondatore di CG insieme a Blini e figura storica della destra bustocca. L’appuntamento è alle 19, con Lattuada e Nicolò Mascheroni sul palco insieme all’ospite Mancinelli. A seguire cena comunitaria e concerto.

La testimonianza

«Con Giovanni Blini ci eravamo conosciuti alle Feste del Fronte della Gioventù (Spoleto 1988 – Assisi 1989) – ricorda Francesco Mancinelli – con quella chitarra sempre appresso già raccontavo e descrivevo “il decennio precedente”, ma non solo con le nostre ballate e le nostra musica. Ormai divagavo brillantemente tra Guccini, De Andrè , Branduardi, Battiato, Vecchioni … Insomma a quelle feste ero il Juke box anni ’70, il Camer-agno post-settanttotino, tutto kefiah e profondo radicalismo antioccidentale, molto influenzato da Pasolini, Gramsci e dalla Nuova Destra, anche se considerato da sempre organico alle formazioni romane della Destra Radicale ed alle sue esperienze e quindi dalla dirigenza ben “guardato a vista”». È in quel retroterra culturale uscito dalla “Generazione ’78” che nasce anche la Comunità Giovanile di Busto Arsizio: «Giovanni – aggiunge Mancinelli riferendosi sempre a Blini – mi parlò dell’idea di svincolare l’attività del Fronte della Gioventù di Busto dando vita a qualcosa di più allargato, di ibrido, di evoluto. Provare ad interagire con il territorio, con le sue realtà giovanili, ampliare il confronto. Da lì nasce l’invito alla prima festa di fondazione di CG, con «un recital dal titolo “Alla Ricerca dell’Arca” che trattava tematiche ambientaliste, autodeterminazione dei popoli, lotte sociali, immaginari di crisi condivisi, insomma l’estrema sinistra della Destra Radicale. Con quell’immaginario ci andavo a nozze». Oggi, 35 anni dopo, Comunità Giovanile riparte dal passato per guardare al futuro.

Busto, Comunità Giovanile riparte con la nuova generazione. E il Checco che traina

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