BUSTO ARSIZIO – Non c’è pace per i pilomat di viale Stelvio all’ingresso della “piazza scolastica” dell’ITE Tosi: in funzione da pochi mesi, sono stati divelti già tre volte e continuano ad essere fuori uso. «Ripristinateli e metteteli in conto a chi li ha danneggiati» l’appello della preside Amanda Ferrario al sindaco Emanuele Antonelli e all’assessore Matteo Sabba. «Sono indignata – rimarca la dirigente del “Tosi” – ma non si può abdicare ad un progetto a favore di una comunità di 2500 studenti per tre persone che non sanno gestire le regole del vivere civile».
Kafka a Busto Arsizio
Una situazione kafkiana quella che si sta vivendo in viale Stelvio da quando, in autunno, è entrata in vigore la nuova viabilità introdotta in seguito al progetto di riqualificazione sostenuto dalla Provincia di Varese, che ha reso off limits alle auto il tratto finale della strada che conduce alla sede della storica “ragioneria”. I “pilomat” – i paletti che si alzano e si abbassano automaticamente per consentire il transito solo ai mezzi autorizzati con un apposito “tag” elettronico – sono stati praticamente sempre fuori uso da quando il divieto d’accesso è entrato in funzione. Sono durati un paio di settimane prima che quello in uscita fosse divelto da un’auto che non sarebbe potuta entrare, poi quando l’impianto è stato riparato è passata non più di una settimana prima che altre due auto non autorizzate mettessero KO prima uno e poi l’altro “pilomat”.
L’inciviltà che indigna
A rivelarlo è Amanda Ferrario, dirigente scolastica dell’ITE Tosi, con una nota in cui esprime tutta la sua «indignazione» nei confronti di «questi adulti che si comportano da padroni del mondo e che, incuranti di tutto e di tutti, distruggono ciò che è bene comune condannando all’abbandono opere che sono nate con uno scopo e una visione». E in cui invoca l’intervento dell’amministrazione comunale per «ripristinare» i Pilomat, facendo pagare il costo della riparazione a coloro che li hanno divelti.
La nota della preside Ferrario
Volevo riflettere ad alta voce sul livello di mediocrità che abbiamo raggiunto come società. Da questo autunno, in fondo a viale Stelvio, in un tratto di strada già contrassegnato da anni da un cartello di divieto d’accesso, sono in funzione due PILOMAT che regolano l’ingresso e l’uscita da quel tratto di strada senza abitazioni, davanti a due scuole e a fondo cieco.
Ebbene, appena un paio di settimane dopo la messa in funzione dei PILOMAT, un’auto, senza diritto d’accesso alla strada, è entrata e ha divelto il PILOMAT in uscita mettendolo fuori uso fino all’inizio di marzo. Appena rimesso in funzione, nuovamente, nel giro di una settimana, due auto, sempre non autorizzate ad entrare, hanno divelto il PILOMAT in entrata e quello in uscita.
In tutti e tre i casi si tratta di gente che non lavora nella scuola e che, come tale, non ha il TAG elettronico per entrare. E che, infrangendo tutte le segnaletiche e i divieti, ha ben pensato di entrare in un tratto di strada inaccessibile infischiandosi bellamente dei semafori rossi, della segnaletica di divieto e dei PILOMAT stessi.
Io, da cittadina, mi faccio delle domande. Innanzi tutto mi chiedo perché sia legittimo immaginare di poter transitare ovunque con la propria auto, davanti a scuola, quando la regolamentazione del traffico in entrata è stata fatta per permettere la messa in sicurezza dei 2.500 studenti che transitano davanti a scuola e le agevoli manovre degli autobus, sia di linea che dedicati al trasporto studenti, che erano costretti a gimkane improponibili per superare le auto barbaramente appostate ovunque.
Poi mi sorge un dubbio. Forse le tessere a punti dei supermercati si sono convenzionate con le autoscuole! Altrimenti non mi spiego come qualcuno possa prendere e mantenere una patente di guida in evidente sprezzo delle più elementari norme di circolazione.
La civiltà si insegna esercitandola quotidianamente nel rispetto degli altri e della società in cui si vive.
Vorrei chiedere al signor sindaco e all’assessore Sabba, non solo di intervenire tempestivamente sul ripristino dei due PILOMAT divelti, ma di mettere in conto ai colpevoli il costo dell’operazione. Non credo sia più opportuno né corretto nei confronti di chi paga le tasse e rispetta le regole in primis di riparare a un danno di cui abbiamo colpevoli certi e in secondo luogo di abdicare ad un progetto per tre persone che non sanno gestire le regole del vivere civile.
Sono indignata da questi adulti che si comportano da padroni del mondo e che, incuranti di tutto e di tutti, distruggono ciò che è bene comune condannando all’abbandono opere che sono nate con uno scopo e una visione e che sono state finanziate, ovviamente, con soldi pubblici!
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