BUSTO ARSIZIO – I lavori di pubblica utilità si potranno svolgere ai servizi sociali di via Roma. Lo stabiliscono le convenzioni siglate tra il Tribunale e il Comune di Busto Arsizio, che permetteranno lo svolgimento di attività non retribuita a favore della collettività, per ora, a cinque persone, tra imputati che chiedono l’affidamento con messa in prova (due) e condannati a pene detentive brevi (tre).
Le premesse
«Sembra una cosa semplice ma è un passo importante» lo definisce l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, che ha promosso questa iniziativa e auspica che possa allargarsi «ad altri settori dell’amministrazione e ad altri enti sul territorio, ma anche ad Agesp». Per ora saranno cinque i soggetti che verranno selezionati per svolgere i lavori di pubblica utilità all’ufficio dei servizi sociali di via Roma, oppure nelle associazioni del Terzo Settore che effettuano servizi per conto del comune. «Lo facciamo per un discorso di rieducazione, per mettere in contatto queste persone con la sofferenza vera di chi si rivolge ai nostri uffici, ma anche perché è un punto di partenza – rivela Reguzzoni – per ora si parla di maggiorenni dai 18 anni in su, ma l’intenzione è di intercettare anche ragazzi di 16-17 anni giudicati dal Tribunale dei Minori».
Sinergia
In rappresentanza dell Tribunale di Busto Arsizio, il funzionario Andrea Mollica ha rivolto parole di apprezzamento per l’iniziativa: «È un segnale di attenzione da parte del Comune e serve per avvicinare la giustizia ai cittadini. Questa collaborazione si pone come obiettivo un valore costituzionale, il fine rieducativo della pena a cui la riforma Cartabia ha dato particolare evidenza e un contributo concreto al reinserimento delle persone nella società». Ma l’assessore Reguzzoni assicura: «Non saranno accompagnati dallo stigma di chi deve scontare una pena o una sanzione. A Busto Arsizio ci sono sia il Tribunale che il carcere, quindi abbiamo una responsabilità molteplice nel favorire queste iniziative che possono far risparmiare risorse in termini di detenzione e di assistenza sociale e quindi di fatto rappresentano un investimento sociale».
Come funziona
Le due Convenzioni sottoscritte con il Tribunale di Busto Arsizio sono della durata ciascuna di cinque anni, rinnovabili di intesa. Riguardano imputati che richiedano la sospensione del processo con messa alla prova (articoli 168 bis del Codice penale e 464 bis del Codice di procedura penale) o condannati a pene detentive brevi (articolo 20 bis del Codice penale). Restano esclusi i condannati/imputati per reati contro la famiglia, minori e pubblica amministrazione. I soggetti richiedenti verranno selezionati dopo un colloquio: chi non è ritenuto idoneo non sarà ammesso a svolgere i lavori di pubblica utilità.
La convenzione prevede che il soggetto svolga:
- prestazioni di lavoro inerenti a specifiche competenze o professionalità del soggetto;
- prestazioni di lavoro per finalità sociali e socio-sanitarie nei confronti di persone alcoldipendenti e tossicodipendenti, diversamente abili, malati, anziani, minori, stranieri;
- archiviazione cartacea, inserimento dati, smistamento fascicoli, attività di segreteria-sfatistiche, operazioni di inventario e catalogazione, fattorino, informazioni varie al pubblico, vigilanza, corretto afflusso agli uffici, servizi di trasporto personale dei servizi sociali/utenti.
Sesto Calende, accordo col Tribunale per i lavori di pubblica utilità
