BUSTO ARSIZIO – Che cosa accadrà quando l’Ospedale di Circolo lascerà la sua sede storica? È la domanda ha animato l’incontro organizzato da Busto Rinasce e dedicato ai quartieri San Giuseppe e San Michele. Un interrogativo semplice, racchiuso nel titolo dell’incontro – “L’ospedale se ne va. E poi?” – ma capace di aprire una discussione ben più ampia sul futuro della città.
Quale futuro per il vecchio ospedale?
Dal confronto con i residenti sono emerse preoccupazioni concrete: il destino dell’area ospedaliera, il verde pubblico trascurato, il traffico, i trasporti ritenuti inadeguati, i rifiuti abbandonati e, soprattutto, la richiesta di essere coinvolti nelle scelte che ridisegneranno il volto di Busto Arsizio.
Il tema centrale è stato proprio il futuro del sedime occupato dall’attuale ospedale, destinato a cambiare funzione con la realizzazione del nuovo polo sanitario Busto-Gallarate nell’area di Beata Giuliana. Un cambiamento urbanistico destinato ad avere effetti sull’intera città.
Sul tavolo, al momento, ci sono ipotesi ancora indefinite: un grande parco urbano, spazi per lo sport e il benessere, servizi, strutture per l’ospitalità e forme di residenza temporanea. Progetti che, secondo molti dei presenti, necessitano di un confronto pubblico più ampio e trasparente.
«Non si tratta di dire oggi che cosa debba nascere al posto dell’ospedale – ha spiegato Salvatore Loschiavo, promotore e moderatore degli AMA di Busto Rinasce –. Si tratta di affermare un principio: una trasformazione di questa portata non può essere decisa senza i cittadini».
Parole accolte con attenzione dai residenti, tra i quali è emersa ancora una volta la percezione di una distanza crescente tra le decisioni pubbliche e la vita quotidiana dei quartieri.
Cosa non va?
La discussione si è poi spostata sui problemi più vicini all’esperienza quotidiana dei cittadini. La scelta del Parco per la Vita come sede dell’incontro ha riportato al centro il tema del verde pubblico e della manutenzione ordinaria. Diverse le segnalazioni: strade e marciapiedi poco curati, illuminazione insufficiente, rifiuti abbandonati, criticità nella pulizia di alcune vie e aree da recuperare, come quella di Venzaghi.
Da qui la richiesta di servizi più efficienti, di una maggiore cura delle alberature e di spazi pubblici più vivibili.
«La rigenerazione urbana non può limitarsi al recupero di un edificio – ha osservato Loschiavo – ma deve puntare a innalzare la qualità dello spazio pubblico, con più verde, più ombra e più luoghi di ritrovo all’aperto».
Viabilità e trasporto pubblico
Tra i temi più sentiti anche quello della viabilità. Nel corso della serata sono stati segnalati il traffico lungo Corso Italia, il passaggio di mezzi pesanti, il rumore e i rischi per pedoni, ciclisti e automobilisti. Critiche anche al trasporto pubblico, giudicato da diversi partecipanti ancora troppo debole per rappresentare una vera alternativa all’automobile.
«Il futuro dell’area dell’attuale ospedale non può essere progettato come un’isola separata dal quartiere – ha sottolineato il moderatore –. Prima di decidere quali funzioni insediare, bisogna capire come cambieranno i flussi di traffico e quale impatto avranno sui residenti».
A chiudere la serata è stata la richiesta, già emersa in altri incontri promossi da Busto Rinasce, di istituire veri Comitati di Quartiere: organismi eletti e riconosciuti dalle istituzioni, capaci di dare continuità al confronto tra cittadini e amministrazione.
«Il futuro di quest’area sarà una prova decisiva per Busto – ha concluso Loschiavo –. Può diventare una grande occasione di rigenerazione urbana oppure l’ennesima occasione persa. La differenza la farà il metodo: decidere da soli o fare scelte condivise con tutta la città».
