Il sesso e i suoi tabù in un podcast. Forbes Italia premia la bustocca Martina Socrate

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BUSTO ARSIZIO – Forbes chiama Busto Arsizio. E risponde Martina Socrate: un vero e proprio fenomeno comunicativo, che macina numeri e followers. E lo fa con ironia, trattando temi intimi e complessi come quello del sesso e dei suoi tabù, attraverso il suo podcast Gen Zex. Muoversi all’interno del mondo social, in continua evoluzione e costantemente bombardato dalle reazioni delle piattaforme virtuali, è diventato un mestiere apprezzato e riconosciuto. E infatti c’è anche la giovane classe 1998 fra i talenti che sono stati premiati all’Hotel Principe di Savoia a Milano, dove si sono svolti i Top creators awards 2026 di Forbes Italia.

Un talento da Busto Arsizio

L’evento Forbes celebra i protagonisti della creator economy italiana. Sono i nomi e i volti di coloro che si sono distinti nel panorama nazionale. E non solo in base ai numeri, all’engagement o alla capacità di muovere community reali. Ma anche per lo sguardo della redazione, che ha riconosciuto originalità, identità e visione. Nel caso della giovane bustocca, il premio che è le è stato riconosciuto riguarda la Cross Medialità. Chiamata davanti al pubblico, ha risposto alle domande con ironia ed emozione. Per poi raccontarsi direttamente ai suo followers, attraverso i proprio profili sociale. «Avevo capito di essere stata nominata per i Top creators awards 2026 di Forbes Italia. E mi bastava quello», si legge in un primo post. «Tanto che ho fatto fare una corsa assurda ai miei genitori, arrivati direttamente da Busto Arsizio, dicendo loro di raggiungermi appena mezz’ora prima della premiazione». Aggiunge: «Una volta entrata lì dentro per me avevo già vinto, mi bastava la nomination e sapere che la mia famiglia fosse riuscita ad entrare in tempo. Mai mi sarei aspettata di vincere il riconoscimento: è stato fuori di testa».

La sua storia

Ma dietro, ovviamente, c’è una storia: «Nel lontano 2011 scarico Instagram. Perché? Non lo so, mi sembrava la cosa giusta da fare», racconta in un secondo post. «Passavo le giornate a scattare foto aesthetic coi filtri Amaro e Valencia e fantasticavo su un paio di leggings con la via lattea sopra. Li avrei comprati nel 2013 a Londra, ma questa è un’altra storia». Poi: «Alle superiori ero quella che faceva i filmini durante le gite scolastiche. Già allora avevo capito quanto mi piacesse passare ore su iMovie a montare video, mettere insieme ricordi e condividerli coi compagni. Il tutto con un secondo fine: convincere i professori a guardarli in classe e iniziare la lezione 10 minuti dopo». Nel 2019 arriva TikTok: «E vengo travolta da quello che sarebbe diventato il mio lavoro. Ancora oggi mi sembra assurdo pensare a quante strade ho preso e cambiato per trovare quella giusta per me». Racconta dei progetti nati successivamente, «che mi regalano nuove skills e fiducia nel genere umano, grazie a persone dall’enorme professionalità e dal cuore buono. Sono una ragazza fortunata». Poi, spiega, un giorno prende forma il suo progetto: «“Voglio fare un podcast – è il suo pensiero – in cui si parla di educazione sessuale e tabù”». Qualche mese dopo nasce Gen Zex, il suo podcast sul sesso. Il risultato? «Oggi arriva questo premio. Cross Medialità: una parola enorme che racchiude tutte le versioni di me, dai video su iMovie ai progetti che non avrei mai immaginato. Grazie a chi mi segue, mi ascolta e mi dà la libertà di cambiare, sperimentare e restare me stessa. E a chi ha creduto in me prima che imparassi a farlo io».

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