Omicidio Busto, in aula il racconto delle 28 coltellate che uccisero Gorla

BUSTO ARSIZIO – «Aiuto, lo stanno accoltellando». Quattro testimoni, le grida che squarciano il silenzio della Galleria Borrano e, dentro il negozio, un’aggressione culminata in ventotto coltellate. Alcune così profonde da raggiungere il cuore e i polmoni. È l’immagine drammatica che emerge dall’udienza di martedì 13 ottobre del processo per l’omicidio di Davide Gorla, il commerciante ucciso il 25 giugno 2025 nella sua attività a Busto Arsizio. Davanti alla Corte d’Assise, la testimonianza del medico legale ha restituito la violenza degli ultimi istanti di vita della vittima, mentre la visione dei filmati delle telecamere ha permesso di ricostruire gli spostamenti di Emanuele Mirti, 50 anni, di Castellanza, imputato per il delitto, che ha sempre respinto le accuse.

Ventotto ferite, molti colpi a terra

A restituire la dimensione dell’aggressione è stata soprattutto la testimonianza del medico legale che ha eseguito l’autopsia. Ventotto le lesioni individuate sul corpo della vittima, alcune delle quali hanno raggiunto organi vitali. Un attacco che, secondo quanto emerso dall’esame autoptico, sarebbe cominciato con Gorla ancora in piedi, per proseguire soprattutto quando il commerciante era ormai a terra, supino e in condizioni di estrema vulnerabilità. Le ferite agli arti superiori potrebbero essere il segno di un disperato tentativo di difendersi, di proteggersi dai fendenti o di afferrare la lama. Il medico legale ha parlato di lesioni compatibili con possibili «tentativi di difesa». Un dettaglio che aggiunge un ulteriore elemento alla ricostruzione degli ultimi istanti di vita del commerciante. Dall’analisi delle ferite è emersa inoltre l’ipotesi che chi colpiva fosse destrimane e che, durante l’aggressione, si trovasse a cavalcioni sulla vittima.

«Ma cosa stai facendo, sei impazzito?»

Una posizione compatibile con il racconto di una testimone che, quel giorno, si trovava in una delle attività commerciali vicine alla cartoleria. La donna ha riferito di aver sentito Gorla gridare «Ma cosa stai facendo, sei impazzito?», prima di vedere il commerciante a terra e un uomo sopra di lui mentre lo colpiva. Le grida di aiuto udite dai quattro testimoni presenti nella Galleria Borragno restituiscono il drammatico contesto in cui si consumò il delitto. Le testimonianze raccolte in aula contribuiscono a ricostruire la sequenza dell’aggressione e la posizione della vittima nei momenti in cui venne colpita.

Il sangue e la dinamica dell’aggressione

Un altro elemento emerso in aula riguarda la dinamica del sanguinamento. Le lesioni, ha spiegato il medico legale, non avrebbero interessato i principali assi arteriosi. Questo renderebbe più plausibile una fuoriuscita del sangue per colatura, anziché a zampilli, e potrebbe spiegare uno «scarso imbrattamento» dell’aggressore. Si tratta di un’osservazione tecnica che si inserisce nel quadro degli accertamenti sulla scena del delitto, senza costituire, da sola, una prova dell’identità di chi ha sferrato i colpi.

I filmati e i presunti cambi d’abito

L’udienza di oggi ha dato spazio anche alla ricostruzione degli spostamenti di Emanuele Mirti attraverso la visione in aula dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Le immagini sono state utilizzate per ripercorrere i diversi movimenti dell’imputato e approfondire quelli che vengono ipotizzati come cambi di vestiti nelle ore legate al delitto. Un passaggio importante per la ricostruzione della sequenza degli eventi, affidata all’esame delle immagini e al confronto con gli altri elementi raccolti dagli investigatori.

Le tracce biologiche nell’auto

Nella precedente udienza, a riferire davanti alla Corte era stata la polizia scientifica, che aveva illustrato gli accertamenti compiuti sull’automobile riconducibile al presunto assassino. Gli specialisti hanno riferito di aver individuato tracce biologiche riconducibili a Davide Gorla all’interno della vettura. Un riscontro investigativo che si aggiunge agli altri elementi al vaglio dei giudici e che dovrà essere valutato nel quadro complessivo delle prove.

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