Processo Hydra, Dda contro Busto parte civile. Le difese: «Il processo va spostato»

BUSTO ARSIZIO – Da una parte vi sono gli avvocati che hanno chiesto il trasferimento del processo contro la cosiddetta “super mafia”, svelata dall’inchiesta Hydra, al Tribunale di Busto Arsizio, ritenuto territorialmente competente; dall’altra il pubblico ministero della DDA Alessandra Cerreti, che ha chiesto l’estromissione dell’ente pubblico, ovvero il Comune di Busto Arsizio che vuole costituirsi parte civile. Cerreti contesta anche il contenuto della costituzione, osservando che «si parla solo dei reati commessi nella città ma non dell’esistenza dell’associazione mafiosa». Secondo il PM, infatti, l’amministrazione guidata da Emanuele Antonelli non riconoscerebbe l’esistenza e l’influenza della criminalità organizzata nel proprio tessuto sociale.

Il processo

Quella di oggi, giovedì 30 aprile, rappresenta la seconda udienza per gli imputati che hanno scelto il dibattimento, rinunciando così allo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato; tra questi figura anche Vincenzo Rispoli, ritenuto al vertice della cosca ’ndranghetista operante nell’area tra Lonate Pozzolo e Legnano, attualmente detenuto al regime di 41 bis presso il carcere dell’Aquila, dove sta scontando l’ergastolo.

Spostare il processo a Busto

Nel frattempo, nell’ambito dello stesso procedimento, l’avvocato Danilo Tipo del Foro di Caltanissetta, difensore di fiducia — unitamente al collega Corrado Viazzo del Foro di Varese — di Fabio Nicastro imputato nell’odierno procedimento, ha sollevato una specifica eccezione preliminare. Chiedendo di spostare questo troncone del processo al tribunale di Busto Arsizio.

L’informativa, infatti, utilizza espressioni tecniche perfettamente coerenti con i criteri giuridici richiamati, parlando di «sede ove il sodalizio si è costituito e radicato», di «base logistica» e di luogo «ove si sono determinate strategie» e «perfezionato il pactum sceleris», individuando tale sede negli uffici di Dairago della società Servizi Integrati srl. Inoltre, la stessa ricostruzione investigativa colloca la prima cellula organizzativa nella “locale” di Legnano-Lonate Pozzolo e documenta che i primi incontri operativi — tra giugno 2020 e i mesi successivi — si sono svolti in comuni come Inveruno, Dairago e Busto Garolfo, tutti rientranti nel circondario del Tribunale di Busto Arsizio.

L’incompetenza territoriale

Secondo la difesa, questi elementi dimostrano in modo convergente che l’area bustocca rappresenti il baricentro territoriale dell’associazione, non solo per la sua fase genetica ma anche per la sua operatività iniziale e continuativa. Per tali ragioni, è stata formalmente eccepita «l’incompetenza territoriale del Tribunale di Milano», chiedendo che venga dichiarata la competenza del Tribunale di Busto Arsizio e disposta la trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente. Il pubblico ministero si è opposto, il giudice scioglieràla riserva ilprossimo 14 maggio.

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