BUSTO ARSIZIO – I giardini del Museo del Tessile di Busto Arsizio sono il luogo scelto dai 35 bambini e bambine, ragazzi e ragazze del Centro Educativo Diurno (Ced) “L’Abbraccio”, gestito dalla cooperativa sociale Società Dolce, per realizzare il loro progetto di educazione ambientale. Si chiama G.E.C.O – Green Education Care Opportunity e vedrà i giovanissimi e i loro educatori impegnati in un’attività di pulizia del verde pubblico, nella quale coinvolgeranno altri loro coetanei.
Le date
«I minori che frequentano L’Abbraccio parteciperanno a piccoli gruppi, raccogliendo e differenziando i rifiuti abbandonati nel parco – spiegano Serena Penna, coordinatrice responsabile e Daniela Pedron, coordinatrice del Ced – e i bambini e i ragazzi che vogliono unirsi a noi possono venire allo stand nel parco, accompagnati dai propri familiari, insegnanti, o educatori, un giovedì al mese, dalle 15.00 alle 17.30, il 27 febbraio, 20 marzo, 20 aprile e 15 maggio. Il 5 giugno prossimo, Giornata Mondiale dell’Ambiente, faremo una festa che chiuderà il progetto, con una mostra fotografica sul lavoro svolto e un’esposizione di opere realizzate con materiali di recupero». Un’iniziativa che rientra pienamente tra gli scopi dell’Abbraccio, dove a minori tra i 6 e i 18 anni provenienti da famiglie in difficoltà economica e sociale, in collaborazione con i servizi invianti, le agenzie educative, sociosanitarie e sanitarie, o l’autorità giudiziaria competente, è offerto uno spazio protetto di espressione e crescita personale, relazionale e socio ambientale. Un’équipe multidisciplinare lavora per il benessere psicofisico dei giovanissimi per acquisire un’etica di comportamento e anche sui genitori, aiutandoli nel loro ruolo.

Educare alla cura
Ma cosa ha a che fare l’ambiente, con la lotta al disagio e all’esclusione sociale e alla povertà educativa? «È importante educare alla cura per i propri contesti di vita e l’ambiente in cui si vive, perché influenzano il nostro benessere e l’attenzione verso noi stessi. Un intervento che non agisce solo sull’individuo, ma anche sul contesto sociale di appartenenza», spiega Paolo Vaccaro, vicepresidente di Società Dolce. Ma lo afferma anche l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: educare al rispetto dell’ambiente crea un senso di consapevolezza e di responsabilità, promuove comportamenti virtuosi, con un’attenzione particolare agli spazi comuni e porta ad un atteggiamento di cura per sé, i propri effetti personali e gli spazi di vita.
«Ho pulito la mia città»
Indossati i guanti e scelto un contenitore per la differenziata realizzato dai minori del Ced con carte colorate dipinte da loro, si parte. A chi, incuriosito, domanda cosa stiano facendo, sono gli stessi ragazzi a rispondere, spiegando cosa vuole dire rispettare la natura. «Se mi piace quest’attività? – dice Lina, 14 anni, arrivata di recente dal Perù e che un giorno vorrebbe diventare educatrice in un nido – se non avessero insistito non l’avrei mai fatto, ma ora che ho pulito la mia parte di prato sono contenta, perché ho dato qualcosa di buono alla città dove vivo. Che poi oggi è la mia città».
Il Tartan “bustocco” in mostra per il compleanno del Museo del Tessile
busto ragazzi abbraccio tessile – MALPENSA24
