BUSTO ARSIZIO – Si allarga il fronte delle critiche contro l’iniziativa sulla remigrazione in programma il prossimo 5 giugno nella sede di Comunità Giovanile a Busto Arsizio. Dopo le dure prese di posizione già espresse nei giorni scorsi dal Partito Democratico, da esponenti del mondo antifascista e da rappresentanti delle associazioni partigiane, interviene ora anche il Movimento 5 Stelle Territorio Busto Arsizio.
Incompatibile con i valori costituzionali
In una nota diffusa alla stampa, il M5S esprime «forte preoccupazione» per l’evento dedicato alla presentazione di un progetto di legge sulla remigrazione, definita dai pentastellati come un’iniziativa promossa da ambienti riconducibili all’estrema destra identitaria.
Secondo il Movimento, il concetto di remigrazione sarebbe «incompatibile con i principi costituzionali della Repubblica» e rappresenterebbe il tentativo di normalizzare «una visione politica fondata sull’esclusione, sulla paura e sulla discriminazione culturale».
Messaggi divisivi e pericolosi
«Riteniamo grave che nella nostra città trovino spazio iniziative che diffondono messaggi divisivi e alimentano una pericolosa contrapposizione sociale attraverso slogan che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze dei cittadini», si legge nella nota.
Il M5S richiama inoltre l’articolo 10 della Costituzione, sottolineando come l’ordinamento italiano sia tenuto al rispetto del diritto internazionale e della tutela delle persone straniere. Nel documento viene ricordato anche il recente orientamento della Corte Costituzionale, che avrebbe ribadito il carattere invalicabile dei principi fondamentali della Carta anche in materia migratoria.
I pentastellati sostengono che sicurezza e legalità debbano essere affrontate attraverso strumenti concreti e nel rispetto dello Stato di diritto. «Chi commette reati deve essere perseguito con fermezza attraverso la certezza della pena, ma non si può alimentare l’idea che l’origine di una persona rappresenti di per sé un problema», affermano.
Silenzio complice
Nel mirino del Movimento finisce anche il comportamento dell’amministrazione comunale e di parte della politica locale, accusate di mantenere il silenzio di fronte a iniziative che, secondo il M5S, rischiano di trascinare la città in «dinamiche estremiste e ideologiche».
Busto ha un’altra storia
La nota si conclude con un appello alle istituzioni affinché intervengano e con la rivendicazione dell’impegno del Movimento 5 Stelle nella difesa dei valori democratici e costituzionali. «Busto Arsizio ha una storia di lavoro, impresa, solidarietà e convivenza civile. Non permetteremo che venga trasformata in un simbolo della propaganda xenofoba e identitaria», conclude il documento.
Anche Sinistra Italiana Varese
Sinistra Italiana Varese esprime profonda preoccupazione e ferma contrarietà rispetto all’iniziativa organizzata a Busto Arsizio per la presentazione del progetto di legge sulla cosiddetta “remigrazione”.
Da tempo assistiamo al tentativo, da parte di gruppi dell’estrema destra, di riportare nel dibattito pubblico concetti che appartengono alle pagine più oscure della storia europea, rivestendoli di una patina di rispettabilità attraverso slogan, formule comunicative e parole accuratamente selezionate. È un’operazione politica e culturale che va contrastata con chiarezza e senza ambiguità.
Non permetteremo che un progetto di deportazioni di massa venga travestito, con vigliacca ipocrisia, dietro il velo di neologismi costruiti per addolcirne la brutalità. Un progetto così bestiale resta tale anche quando viene mascherato.
La scelta codarda del termine non modifica la sostanza della proposta. Dietro questa costruzione linguistica si cela una visione della società fondata sull’esclusione, sulla divisione tra esseri umani e sull’idea che l’appartenenza a una comunità possa essere determinata dall’origine, dal sangue o dalla provenienza.
Noi crediamo invece che la forza di una comunità risieda nella sua capacità di garantire diritti, costruire coesione sociale e affrontare i problemi reali dei cittadini. Le difficoltà che attraversano il nostro Paese non dipendono da chi arriva in cerca di una vita migliore, ma da anni di precarizzazione del lavoro, di disuguaglianze crescenti, di tagli ai servizi pubblici e di politiche incapaci di offrire prospettive alle nuove generazioni.
La provincia di Varese ha una lunga tradizione democratica, antifascista e popolare. È una terra che conosce il valore del lavoro, della solidarietà e dell’impegno civile. Non consentiremo che venga trasformata in un laboratorio dell’intolleranza o in una vetrina per progetti che mettono in discussione principi fondamentali di uguaglianza e dignità umana.
Continueremo a opporci con determinazione, sul piano politico, culturale e democratico, a ogni tentativo di normalizzare idee che alimentano discriminazione e divisione. Lo faremo con la forza delle nostre ragioni, con la mobilitazione civile e con la convinzione che il futuro si costruisca unendo le persone, non separandole.
busto remigrazione comunità giovanile – MALPENSA24
