CASSANO MAGNAGO – Sulla vicenda pendevano una controversia davanti tribunale ordinario civile di Milano – Sezione specializzata imprese e persino un decreto ingiuntivo. Ora il lungo braccio di ferro tra Cassano Magnago e Sieco, la società che per quasi vent’anni ha gestito il servizio di raccolta dei rifiuti in città, si chiude con un accordo transattivo. L’intesa prevede che il Comune versi 514mila euro per chiudere le fatture ancora pendenti, mentre Sieco riconoscerà a Palazzo Mazzucchelli 280mila euro per la liquidazione delle quote societarie detenute dall’ente. Il saldo è negativo per 234mila euro. I termini dell’accordo sono emersi nella serata di lunedì 21 settembre. A Cassano la commissione Bilancio ha esaminato e licenziato l’operazione in vista del passaggio decisivo in Consiglio comunale, fissato per il 29 settembre. Nelle stesse ore anche il Comune di Cairate, tra i soci di Sieco, ha approvato la transazione.
Una separazione iniziata nel 2024
Per Cassano Magnago si tratta dell’ultimo atto di una vicenda iniziata con l’uscita del Comune dalla compagine societaria. Palazzo Mazzucchelli, che nel 2005 aveva contribuito alla nascita di Sieco, era stato estromesso dalla società nel luglio 2024, dopo un lungo confronto sul futuro del servizio di raccolta rifiuti e senza arrivare al rinnovo del contratto. Da quel momento i rapporti tra l’ente e la società si sono progressivamente deteriorati. La partita è rimasta aperta sulle ultime fatture, contestate dal Comune, dando vita a un confronto che è proseguito anche sul piano legale. Nel frattempo Cassano ha affidato il servizio al nuovo gestore, Econord, entrato in funzione soltanto pochi mesi fa. La transazione mette ora un punto alla disputa e consente alle parti di evitare che il contenzioso prosegua ulteriormente.
«Un accordo molto positivo»
L’intesa viene valutata positivamente dall’amministrazione cassanese. La vicesindaca Luisa Savogin, con delega al Bilancio, l’ha definita un «buon accordo». Sulla stessa linea l’assessore alle Politiche del territorio Rocco Dabraio, che negli anni del confronto con Sieco era stato tra i rappresentanti dell’amministrazione più critici nei confronti della società. «È un accordo molto positivo che permette di chiudere un capitolo», ha spiegato Dabraio, sottolineando come l’obiettivo fosse arrivare a una soluzione fondata su «chiarezza e buonsenso». Anche da Cairate arriva una valutazione favorevole. La sindaca Anna Pugliese, che coordina l’ufficio dei Comuni soci di Sieco, parla infatti di un «giusto compromesso». La transazione viene dunque indicata da entrambe le parti come la soluzione per chiudere definitivamente la partita ed evitare un ulteriore trascinamento della vicenda giudiziaria.
Cairate diventa socio di maggioranza
L’uscita di Cassano Magnago modifica anche gli equilibri interni a Sieco. Il Comune di Cairate diventa infatti il socio di maggioranza della società, una srl amministrata dall’amministratore unico Fabio Giordani. Le quote precedentemente detenute da Cassano saranno redistribuite tra i Comuni che facevano parte della compagine societaria al momento dell’uscita di Palazzo Mazzucchelli: oltre a Cairate, Carnago, Caronno Varesino, Lonate Ceppino, Gazzada Schianno, Castelseprio e Brunello.
Nel frattempo la compagine si è ulteriormente allargata con l’ingresso del Comune di Buguggiate, approdato in Sieco dopo l’uscita dal consorzio Coinger. Un ingresso che, però, è avvenuto successivamente all’estromissione di Cassano e quindi non rientra tra i Comuni chiamati a rilevare le quote cassanesi.
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