BUSTO ARSIZIO – «Sono i quartieri il centro della politica. Le decisioni devono partire da qui». È un manifesto programmatico quello di Busto Rinasce, nelle parole del suo fondatore Salvatore Loschiavo, durante l’ennesima tappa del suo tour, ai Santi Apostoli. Dove ha rilanciato l’idea di «istituire Comitati di Quartiere veri, eletti democraticamente e riconosciuti dalle istituzioni». Intanto mancano solo due appuntamenti per completare il tour dei quartieri: Beata Giuliana/Redentore (19 giugno) e San Giuseppe (30 giugno).
I Comitati di Quartiere
Nel cortile del Bar Bottega Migrando di via Scisciana, Busto Rinasce raccoglie una cinquantina di persone, tra cui anche il consigliere civico di centrosinistra Santo Cascio e i “soliti” rappresentanti di Azione e Busto al Centro, i movimenti con cui si sta ipotizzando una coalizione elettorale in vista delle amministrative 2027. Ma Salvatore Loschiavo continua a rimanere sui temi, più che sulla tattica politica. E rilancia la proposta dei Comitati di Quartiere: «Non organismi improvvisati o tavoli estemporanei convocati alla bisogna, ma strumenti stabili di partecipazione collettiva – li definisce l’ex assessore – servono Comitati capaci di far arrivare all’amministrazione le esigenze reali dei cittadini. Non solo quelle del quartiere inteso in astratto, ma anche quelle dei suoi rioni, delle sue parti meno visibili, delle zone che spesso non riescono a farsi sentire. La rappresentanza deve essere democratica, riconosciuta e utile».
Un quartiere, più quartieri
Uno spunto che ai Santi Apostoli raccoglie particolare significato: «L’AMA – sostiene Busto Rinasce – ha mostrato che non basta parlare di “quartiere” come se fosse un blocco unico: dentro i Santi Apostoli convivono realtà diverse, con bisogni e criticità differenti. Ci sono i Santi Apostoli più riconoscibili, che gravitano attorno alle attività di via Genova, ma ci sono anche aree più vicine al Sempione e ai Comuni contigui di Castellanza e Olgiate Olona, passando per gli agglomerati più “laterali”, verso Sant’Anna o i Cinque Ponti, percepiti come meno serviti e meno ascoltati». E Loschiavo spiega che
«Santi Apostoli ci ha confermato una cosa importante: ogni quartiere ha più voci. Se la politica guarda la città dall’alto, vede solo dei punti su una mappa. Ma se ascolta le persone, allora scopre rioni, strade e bisogni diversi, che hanno tutti pari dignità».
I temi
E dalle domande dei presenti, l’ex assessore ha raccolto un’altra chiave di lettura: «Non è che i cittadini non hanno risposte, non vengono proprio ascoltati». Dal confronto sono emersi diversi temi molto sentiti ai Santi Apostoli: l’incremento dei servizi di prossimità, una maggiore cura del verde, la riqualificazione del Parco Brazzelli, lo stop al rimpallo di competenze tra enti differenti, l’intervento del Comune su alcune aree degradate di proprietà privata, e un maggiore presidio degli spazi e delle strade private a uso pubblico». Il confronto ha toccato anche il tema dei supermercati, rispetto ai quali Busto Rinasce ha confermato la sua posizione di buonsenso: «Non si tratta di dire sì o no ai supermercati in modo astratto – osserva Loschiavo – si tratta di capire dove servono davvero e quale equilibrio vogliamo costruire. Un quartiere vive se ha servizi vicini, negozi accessibili e luoghi capaci di generare relazioni. Quindi ben venga un supermarket, a patto che sorga dove se ne sente davvero la mancanza».
Verde, panchine e aree degradate
«Ampio spazio è stato dedicato al decoro del quartiere, che in alcune zone è considerato un tasto dolente – sottolinea la nota di Busto Rinasce – per esempio, ci sono aree private nei pressi di via Scisciana e di via del Ponte che destano preoccupazione per le condizioni di degrado in cui versano. E ancora: la pulizia delle strade in generale è considerata insufficiente, soprattutto dopo l’introduzione dei sacchi azzurri; il Parco Brazzelli è stato indicato come uno spazio importante da riqualificare, ma secondo i residenti resta condizionato da un rimpallo di competenze tra Comune e Provincia; nel parchetto di via Genova servirebbe maggiore manutenzione; l’area verde davanti al City Garments è percepita come poco curata, pur essendo uno spazio potenzialmente utile alla vita quotidiana del quartiere. Sono emerse anche segnalazioni legate alla sicurezza, non come allarme generalizzato, ma come richiesta di attenzione dove ci sono buio, incuria o aree poco vissute. Ed è stato infine richiamato il tema delle strade private a uso pubblico, che genera incertezza su manutenzione, asfaltature, illuminazione, fognature e responsabilità».
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