Ho letto il pezzo a titolo “Agesp sfida la “disobbedienza incivile”: Busto ripulita, «ora staniamo i furbetti»” e mi scusi ma ribadisco il concetto che “purtroppo mi ha sempre accompagnato come Manager”, fare spot involontari a fin di bene, anche per cercare di mitigare problematiche sempre più esistenti e “sedate” in questi momenti solo perché siamo in un periodo feriale, spesso si potrebbe trasformare in boomerang.
In questo caso, quanto detto dai tre Dirigenti rappresentati in fotografia, potrebbero esserne de facto la rappresentazione più concreta di seguito Vi invio a completamento di quanto sto dicendo alcune fotografie da me effettuate di proposito come risposta all’affermazione “Busto è ripulita”.


Come si vede, prima di essere sicuri bisogna sempre essere certi di quello che si dice! Ma dietro a queste questioni, ce ne sono altre ben più pressanti e gravi che sembrano in questo periodo, fortuitamente o come penso io volutamente dimenticate, e sono quelle che riguardano l’ormai noto e spesso odiato sacco azzurro. A questo proposito Le sottopongo e sottopongo sempre ai tre Dirigenti in fotografia, una semplice domanda: Mi sapete indicare quale è il sacco che viene distribuito da Agesp e che, se superato nel numero di 25 pezzi (quantità prevista per la copertura annuale) costerà al contribuente 5 euro a pacchetto e l’altro sacco presente in fotografia assieme al primo sacco?

Non è una battuta, il secondo sacco gemello del primo, è anch’esso dotato di RFID, con medesimo TAG, e fornito dallo stesso distributore che ha fornito i sacchi ad AGESP; peccato che sino a qualche tempo fa era disponibile presso un Supermercato presente nell’area comunale. Credo quindi che a questo punto, dopo una serie di tentennamenti, spiegazioni fumose percepite, lette, discusse con chi di competenza sia arrivato il momento che AGESP AMBIENTE esplichi in modo chiaro ed inequivocabile cosa intenda fare con questo RFID, quali informazioni contenga realmente il “tag” e come si arriverà a stabilire l’esatto valore che il contribuente intestatario della TARI pagherà per il proprio rifiuto. Avendo operato per più di 30 anni nel settore Ambiente e Sistemi di Telecontrollo Telecomando ed Automazione Locale applicati alla depurazione civile e industriale e al recupero e trattamento dei solidi urbani e industriali, presso due tra le più importanti multinazionali del settore ed avendo contatti con esperti del settore, ho “accertato” come sono stati applicati questi sistemi in diverse realtà, come ad esempio nei Comuni di Ferrara (132.000 abitanti) e Pordenone (53.000 abitanti) operano e hanno operato per raggiungere e far “funzionare correttamente la tariffa puntuale” perché per ottenere risultati estremamente apprezzabili è stata legata al titolare della TARI con codice fiscale e peso reale: ad oggi i valori (dato comunicatomi in via confidenziale) dei rifiuti pro-capite (quindi a nucleo familiare medio) in Kg. prodotti annualmente è pari a 493,499 Kg ed anche se ad un primo esame sembra elevato la reale percentuale della raccolta differenziata è pari al 86,911%. Cosa significa? Territorio più pulito, sicuramente non nelle condizioni che vedete qui sotto e tra l’altro essendo state rilevate con dorso datario attivo, lasciano pochi dubbi sulle reali situazioni presenti.
Massimo Pinciroli
Agesp sfida la “disobbedienza incivile”: Busto ripulita, «ora staniamo i furbetti»
