BUSTO ARSIZIO – Città ripulita dai sacchi di rifiuti abbandonati: per Agesp è stata «superata la fase critica» dell’emergenza spazzatura sulle strade. «Se così si può chiamare, perché qualcuno ha esagerato con i toni allarmistici» sottolinea l’amministratore unico di Agesp Spa Francesco Iadonisi. «Non voglio entrare nella polemica politica, ma mi si lasci dire che non siamo andati in vacanza. Abbiamo vigilato e presidiato la situazione in città e i risultati mi sembra che siano sotto gli occhi di tutti». Ora l’obiettivo più pressante è far emergere i “fantasmi” del sommerso Tari, che «usufruiscono del servizio alle spalle dei cittadini onesti».
Il coordinamento contro gli abbandoni
La “task force” contro i rifiuti abbandonati sta funzionando, «grazie al coordinamento con l’ufficio ecologia, l’ufficio tributi e il comando di Polizia locale, ma anche alla collaborazione dei nostri addetti che fanno gli straordinari», come fa notare il direttore generale del Gruppo Agesp Gianfranco Carraro. Lo si percepisce innanzitutto dal sensibile calo, sui social, di post di denuncia di sacchi dell’immondizia lasciati sui marciapiedi di Busto Arsizio. «Sì, la fase critica è stata superata – rileva il “numero uno” di Agesp Iadonisi – stiamo uscendo da una situazione che si era creata non a causa di una mancanza del servizio, ma da quel che sta emergendo con l’introduzione del sacco azzurro “chippato”, ovvero un sommerso che ha innescato l’abbandono e quella che qualcuno ha giustamente definito “disobbedienza incivile”. C’è una fascia di utenza che fino ad oggi ha usufruito in modo improprio del servizio alle spalle dei cittadini onesti, senza contribuire con la TARI».
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“Furbetti” Tari nel mirino
Sono i “fantasmi” che, non essendo dichiarati per il pagamento della tassa rifiuti, non hanno accesso al sacco azzurro con il tag Rfid. «Siamo al lavoro, tra gli uffici comunali e la struttura di Agesp, per trovare soluzioni per far emergere questa utenza non dichiarata – annuncia Francesco Iadonisi – alla fine di questo lavoro non semplice ci saranno ricadute concrete per i cittadini, perché aumentando la platea di chi contribuisce al servizio di igiene ambientale, diminuirà la pressione su chi oggi paga». La tariffa rifiuti infatti, per legge, copre al 100% le spese di raccolta e smaltimento. E dal 1° gennaio 2025 sarà incassata direttamente da Agesp: una novità che porterà già un primo beneficio tangibile per «le utenze non domestiche – come spiega il DG Carraro – che potranno scaricare in fattura l’IVA del 10% che oggi non possono detrarre».
L’autunno caldo
Ora non resta che capire se, al rientro dalle ferie, tornerà a farsi sentire anche il fenomeno degli abbandoni. Agesp promette di continuare a monitorare, e invita i cittadini a «recapitare eventuali reclami sui nostri canali ufficiali di segnalazione – è l’appello della responsabile del servizio di igiene ambientale Claudia Colombo – sia per un’analisi puntuale del disservizio, sia per far emergere eventuali responsabili». Ma con la ripresa dopo l’estate è in arrivo anche un «autunno caldo di adempimenti» da far passare in consiglio comunale. A partire dai nuovi regolamenti: quello del servizio igiene ambientale, che sarà utile per rendere più efficaci le sanzioni, e quello della nuova Tarip, la tariffa puntuale che dovrà prendere il via nel 2025. Senza dimenticare l’avvio della nuova società di scopo (la “Newco”) che dai primi mesi del prossimo anno darà la possibilità ai Comuni interessati – Venegono Superiore è già pronta, mentre Ferno e Lonate Pozzolo, oggi a gestione Sap, hanno confermato l’interesse negli ultimi incontri politici – di affidare la gestione in house della raccolta rifiuti.
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