Rifiuti, autodifesa Agesp: «A Busto situazione surreale. Esasperazione alla disobbedienza»

BUSTO ARSIZIO – Una situazione «surreale e senza precedenti». Il direttore generale di Agesp Gianfranco Carraro definisce così quello che sta accadendo a Busto Arsizio da un mese a questa parte, ovvero da quando la società partecipata ha detto stop alla tolleranza transitoria sulle nuove regole della raccolta differenziata dei rifiuti. «Sono più di sei mesi che ricevo insulti e commenti negativi», gli fa eco l’amministratore unico di Agesp Spa Francesco Iadonisi. Adesso però, in consiglio comunale, parlano loro. E spiegano tutto, insieme al sindaco Emanuele Antonelli che punta il dito ancora una volta contro l’«irresponsabilità» di chi, in città, non fa il proprio dovere nel dividere ed esporre correttamente la spazzatura.

I numeri

Eppure i primi dati sono già significativi. Li snocciola il sindaco: «Al 30 giugno 2024 si registra una diminuzione del 22% della frazione indifferenziata rispetto al primo semestre 2023 e un aumento delle altre frazioni. Carta più 17%, plastica più 24%, vetro/alluminio e umido più 10%». Vuol dire che i bustocchi dividono meglio i rifiuti: «Siamo saliti al 76% di raccolta differenziata, rispetto al 66% del primo semestre 2023. Significa minori costi di smaltimento e maggiori ricavi». L’altra faccia della medaglia, e il grosso problema che sta “minando” il nuovo sistema di raccolta puntuale è dato dal fenomeno del “sommerso”, quelli che il consigliere delegato alle partecipate Roberto Ghidotti chiama i “fantasmi” Tari, persone e nuclei che non si dichiarano in Comune per pagare la “tassa rifiuti”. C’è una fascia di utenza che non ha il sacco azzurro e non intende dotarsi del sacco azzurro sintetizza l’amministratore unico Iadonisi. «Spero che nel 2025 si possa fare emergere il sommerso e abbassare i costi per tutti». Perché «oggi i cittadini che pagano regolarmente la Tari, pagano anche per chi non è in regola».

Gli accertamenti

Pagheranno anche per i passaggi extra dei mezzi di raccolta che Agesp Spa dovrà assicurare per rispondere all’impegno chiesto all’amministrazione con la mozione bipartisan che il sindaco Antonelli e il suo collega di partito Max Rogora non hanno votato. La linea del sindaco, prima del dibattito sulla mozione PD, era stata quella di replicare a muso duro alle rimostranze dell’opposizione, come è successo per le domande dell’interrogazione del consigliere del gruppo misto Emanuele Fiore. Non si dà la colpa ad Agesp, ma ci sono situazioni di difficoltà le parole di Fiore. L’assessore al bilancio Maurizio Artusa aggiunge anche i dati degli accertamenti Tari sulle “bollette” non pagate: «3,1 milioni di importi da recuperare, di cui 2 milioni già incassati». I “fantasmi” Tari qui però non ci sono ancora, e andranno stanati incrociando le banche dati a disposizione. Con l’introduzione della tariffa puntuale «dal 1° gennaio 2025 l’attività di riscossione e controllo della Tari passerà ad Agesp», annuncia Artusa.

Lo psicodramma collettivo

«Quello che sta accadendo a Busto non ha precedenti – sottolinea il direttore Carraro – a Varese e Legnano si è introdotta la raccolta puntuale ma non c’è questa esasperazione alla disobbedienza civica, non è comune sui social». E l’amministratore unico di Agesp Spa aggiunge che «a Sant’Edoardo con la sperimentazione questo problema non c’era stato». Ma per Iadonisi non si può parlare di mancanza di informazione, anche ricordando la trafila delle assemblee pubbliche nei quartieri, che hanno avuto «una partecipazione importante, ma di persone dai 55 anni in su». E ancora: «Non credo che ci sia stato bustocco che non abbia sentito parlare del cambiamento della raccolta rifiuti, ma quando il cambiamento è in atto si fa fatica ad accettarlo». Carraro difende invece gli operatori della raccolta e del centro multiraccolta: «Sembra che siano tutti lazzaroni, ma chiediamo a loro gli straordinari per assicurare la raccolta, grazie ad un accordo sindacale». L’appello ai cittadini: «Dateci il tempo per le procedure che devono essere fatte». Anche perché «sulla tracciabilità dei rifiuti l’Italia rischia un’infrazione UE» e a quel punto introdurre la tariffa puntuale potrebbe diventare un obbligo per tutti i comuni. Le soluzioni? Per Agesp innanzitutto «il nuovo regolamento sulla raccolta rifiuti in fase di elaborazione, che fornirà strumenti più performanti», permettendo alla Polizia locale di sanzionare in modo più efficace chi non conferisce correttamente.

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