BUSTO ARSIZIO – Ancora disagi nel carcere di via per Cassano: una rottura alle pompe dell’acqua provoca una mezza rivolta tra i detenuti. Oggetti e bombolette in corridoio e blindi sbattuti: una protesta durata un paio d’ore ieri sera, 20 agosto, inscenata da almeno cento detenuti. Lo denuncia il SAPPE, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria: «Il personale ha impedito che la situazione degenerasse. Ora però va evitato l’esplodere della situazione». Il tutto alla vigilia del sopralluogo della Camera Penale di Busto Arsizio, a cui parteciperà anche l’assessore Mario Cislaghi in rappresentanza dell’amministrazione comunale, in agenda domani 22 agosto.
Le proteste
La situazione di disagio va avanti da ieri pomeriggio, 20 agosto, come racconta Alfonso Greco, segretario per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: «Si sono rotte le pompe dell’acqua. La sera, nonostante il personale di Polizia Penitenziaria abbia fornito ai detenuti bottiglie e secchi d’acqua per un minimo di igiene, due Sezioni – la III e la IV – hanno manifestato gettando nel corridoio oggetti e bombolette e sbattendo i blindi. Dalle 20 alle 22 non si è potuto somministrare le terapie salvavita e soccorrere un detenuto svenuto per un malore. Alle 22 si sono fermati. Ad oggi il problema idrico è in risoluzione, speriamo bene. Sembrerebbe che abbiano partecipato più di 100 detenuti alle proteste».
L’appello del SAPPE
«Grazie alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria in servizio che ha mantenuto la calma, ha impedito che la situazione generasse ed ha provveduto a contenere i disagi – sottolinea Donato Capece, segretario generale del SAPPE, plaudendo ai poliziotti di Busto Arsizio – proprio il SAPPE, attraverso i suoi rappresentanti sul posto, auspica che la Direzione dell’Istituto risolva al più presto il problema proprio per evitare il deteriorarsi di una situazione che nei prossimi giorni, se non risolta, potrebbe provocare una situazione esplosiva, considerato anche l’esplosione delle temperature».
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