Busto, Solidarietà e Servizi ottiene la certificazione per la parità di genere

busto solidarietà servizi

di Giorgio Pietrobon

BUSTO ARSIZIO – A Solidarietà e Servizi, quando si parla di parità di genere, si gioca facile: la cooperativa no profit (492 dipendenti, di cui 347 donne) infatti ha da poco ottenuto la certificazione per la parità di genere. «È un traguardo importante – sottolinea Domenico Pietrantonio, presidente del Consiglio di Gestione della cooperativa bustocca – testimonia il nostro impegno per valorizzare la cultura della diversità e delle pari opportunità, con un ambiente di lavoro attento alle tematiche di genere, inclusivo ed equo, anche in riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. A partire dal riconoscimento di una diversità il percorso intrapreso ha avuto l’obiettivo di fare una riflessione più approfondita per garantire davvero le stesse opportunità a tutti i nostri lavoratori e lavoratrici.»

Il percorso

L’ente certificatore ha trascorso in cooperativa tre giornate durante le quali sono stati analizzati diversi aspetti come i processi di reclutamento del personale, gli aspetti retributivi, le opportunità di crescita delle donne in azienda fino alla tutela della genitorialità e della conciliazione vita-lavoro. «Intraprendere questo percorso, soprattutto per un ente non profit – evidenzia Anna Diletta Sara, coordinatrice tecnica nazionale per l’ente certificatore TÜV SÜD – può essere un passo in più per dimostrare che chi lavora bene nel non profit, lavora bene a 360 gradi, anche nell’ambito della parità di genere. È poi un momento di preziosa riflessione interna per mettersi in gioco e mettere a tema i propri processi interni, per garantire sempre più inclusione e pari opportunità.»

Le testimonianze dei lavoratori

«Sono un educatore e un papà – racconta Luca, vicecoordinatore di un centro diurno disabili Solidarietà e Servizi è una realtà particolare, noi uomini siamo in minoranza, come spesso accade per le cosiddette “professioni della cura”. Il genere, così come altre categorie (minore maggiore esperienza, caratteristiche fisiche individuali) non ha mai influito a priori sulle valutazioni, sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione dei carichi. Nel mio quotidiano, ho visto una normalità fatta di rispetto reciproco e attenzione anche alle tematiche legate alla conciliazione vita privata lavoro. Nel nostro piccolo siamo una famiglia e, se possiamo, ci aiutiamo». Normalità ripresa anche da Margherita, educatrice del Polo Inclusione Lavoro di Venegono «Ho un figlio di 2 anni, non mi sono mai sentita discriminata, anzi ho sempre sentito un’attenzione da parte dei colleghi e dei capi nel venire incontro anche alle mie esigenze di lavoratrice e madre.» «Seguire l’iter di certificazione e dialogare con i professionisti coinvolti – commenta Fabrizio Carturan, responsabile per Solidarietà e Servizi della qualità e del sistema di gestione – è stata, per me, un’ulteriore conferma che Solidarietà e Servizi traduce effettivamente in fatti e in attività quei principi e quei valori che stanno alla base della sua mission e che hanno origine dal concepire ogni persona unica e irripetibile».

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