Busto, suor Farè è la sola responsabile. Le consorelle non dovranno risarcire

inchiesta tangenti primo mese

BUSTO ARSIZIO – L’ex religiosa Mariangela Farè è la sola responsabile, non solo penalmente ma anche civilmente, di quanto patito da Eva Sacconago, educatrice, abusata almeno in un’occasione, così come stabilito sia in primo grado che in appello, dall’ex appartenente all’ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Emergono dunque nuovi particolari dalla sentenza pronunciata lo scorso 19 marzo dai giudici della Corte d’Appello di Milano che hanno confermato la condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi per Mariangela Farè, ritenuta dunque responsabile anche in secondo grado, di un episodio di violenza sessuale nei confronti della giovane Eva che, lo ricordiamo, si tolse la vita nel 2011.

L’ente religioso non dovrà risarcire i famigliari di Eva

«Per quanto riguarda la posizione dell’ente ecclesiastico, la sentenza ha, semplicemente, confermato il giudizio del Tribunale di Busto Arsizio, e quindi l’esclusione del responsabile civile, per difetto di legittimazione passiva – scrivono Mario Zanchetti, legale dell’ordine, e Fabrizio Busignani, difensore di Farè –  L’ente non può essere chiamato a rispondere dei fatti di Maria Angela Faré per carenza dei presupposti di legge». Era invece stato Tiberio Massironi, legale della famiglia Sacconago, a chiamare in causa l’ente religioso non, ovviamente, sotto il profilo penale, ma dal punto di vista civilistico.  «Per quanto riguarda la posizione di Maria Angela Faré, la corte ha dichiarato inammissibile l’appello del pubblico ministero, e ha in gran parte respinto anche l’appello delle parti civili, modificando la sentenza di primo grado solamente riguardo ad una delle accuse: quella di “atti persecutori” – continuano i legali -. La Corte ha, tuttavia, rilevato l’intervenuta prescrizione di tali fatti ed ha, pertanto, condannato Maria Angela Faré soltanto al risarcimento dei danni, commisurati nella cifra complessiva di euro 50 mila (comprendenti, definitivamente, anche i danni conseguenti alle condotte per cui vi era stata condanna in primo grado). Tutte le altre richieste del pubblico ministero e delle parti civili sono state respinte: incluse, specificamente, quelle fondate su una supposta inferiorità psichica della giovane, che non è stata in alcun modo riconosciuta, all’esito della perizia disposta dalla Corte. La condanna penale, per Maria Angela Faré, resta quella disposta dal tribunale di Busto Arsizio». Le precisazioni, dunque, riguardano in particolare l’ambito civilistico, non quello inerente la responsabilità penale dell’ex religiosa che, appunto, s’è vista confermare in appello la condanna a 3 anni e sei mesi, per violenza sessuale, già comminata in primo grado.

busto suor mariangela farè – MALPENSA24