BUSTO ARSIZIO – L’ultima volta era stata nel 2019. Ora, dopo anni, uno spettacolo teatrale nato nella casa circondariale di Busto Arsizio arriva in un teatro della città. Il 22 marzo, gli attori detenuti della Compagnia L’Oblò Liberi dentro – grazie a un permesso speciale – potranno per una sera uscire dal carcere per recitare al Teatro Sant’Anna, presentando lo spettacolo Pinocchio.
L’evento
Lo spettacolo inaugurerà la settimana della Festa del teatro che il Comune di Busto organizza ogni anno. Con l’occasione verrà celebrata anche la 12esima Giornata nazionale del teatro in carcere, per il World Theatre Day del 27 marzo.
Questo evento – sostenuto dalla direttrice della casa circondariale Maria Pitaniello – riceve il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto e ha lo scopo di diffondere la conoscenza delle esperienze di teatro realizzate negli anni all’interno dell’istituto penitenziario in collaborazione con l’area pedagogica. «Un invito ai cittadini a riflettere sul senso e sulle potenzialità delle connessioni fra dentro e fuori, fra carcere e territorio, fra reo e società civile», si legge in una nota dell’associazione. «Per prendersi cura, passo dopo passo, di quei legami che un reato compromette ma che è necessario e possibile ricostruire».
«Un momento di giustizia»
Uno spettacolo che vede protagonisti degli attori detenuti di Oblò che escono dal carcere per recitare davanti al pubblico della città «è un evento significativo per l’intera collettività: rappresenta qualcosa di concreto, evidente, pubblico». Un evento «per la comunità che permette a chi è accusato di un reato di tornare a farne parte, di rendersi per una volta protagonista positivo della vita cittadina, di offrire un’immagine diversa di sé alla società che ha leso con il suo reato. Uno spettacolo che è simbolicamente un momento di giustizia nella comunità».
Lo spettacolo
Lo spettacolo racconta di un Pinocchio che, inghiottito nel ventre della balena, davanti all’ultima candela, gioca a ripercorrere la sua storia. Gioca a immaginare di nuovo tutto e tutti i personaggi di quella fiaba meravigliosa che l’ha visto protagonista, e mentre gioca riflette e prova a capire qualcosa in più su di se stesso. «La drammaturgia è nata dal lavoro del gruppo di teatro all’interno del carcere, che ha riflettuto su quanto la storia di ciascuno assomigli a quella del burattino. Lo spettacolo è arricchito dalla musica dal vivo del collettivo di musica popolare Reum». Lo spettacolo verrà replicato l’11 aprile nel teatro interno alla casa circondariale: vi aspetta in scena tutta la compagnia di attori, anche quelli che non potranno uscire a recitare in teatro.
L’evento di marzo
A marzo seguirà un altro momento per riflettere sul tema carcere: lunedì 31, alle 18, a Materia a Castronno, l’associazione 100Venti organizza un incontro pubblico a conclusione del progetto “Oltre il muro – un ponte tra fuori e dentro” il progetto dedicato a creare intrecci fra il carcere e la società civile, finanziato da Fondazione Acli La Sorgente. Durante la serata verrà presentato il Report 2024 sullo stato delle carceri italiane di Associazione Antigone, l’associazione che a livello nazionale si occupa di monitorare le condizioni di detenzione negli Istituti Penitenziari e promuove la tutela dei diritti e delle garanzie individuali e si oppone a qualsiasi forma di discriminazione che operi all’interno del sistema penale e penitenziario. Crescono le presenze in carcere, crescono i suicidi e si aggravano molti dei problemi cronici del nostro sistema penitenziario. Come ogni anno Antigone mette a disposizione l’esito del proprio lavoro provando a gettare un po’ di luce su un mondo spesso invisibile. Sarà presente Perla Allegri, Docente Universitaria, volontaria di Antigone che presenterà il Report e ne discuterà con operatori del settore e con il pubblico.
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