Busto, tutto pronto per i Morti: «Cimiteri in ordine». Ma il futuro è un rebus

BUSTO ARSIZIO – «I nostri cimiteri sono in perfetto ordine». L’assessore delegato alla partita Mario Cislaghi va in sopralluogo nei tre camposanti della città per verificare se sono pronti per accogliere la consueta ondata di visitatori che si presenteranno nei giorni dei Santi e dei Morti. «È ovvio che in questi giorni sono ancora più belli e tenuti monitorati, ma sfido io a vederli in cattive condizioni durante l’anno – fa notare Cislaghi – e questo grazie al lavoro che fa Agesp. Poi le foglie cadono e l’erba cresce, e lo sappiamo, ma la manutenzione viene fatta regolarmente».

Il futuro dei cimiteri

E se l’assessore rassicura sulla situazione dei tre cimiteri – quello monumentale di via Favana e quelli di Borsano e Sacconago – in vista del periodo delle visite dei parenti ai loro “cari estinti”, non si tira indietro dal mettere in guardia dai rischi futuri. «I rinnovi non vanno alla grande, non nascondiamoci dietro a un dito – ammette Mario Cislaghi, alla luce dei 400mila euro in meno di ricavi dalle concessioni cimiteriali nell’ultima variazione di bilancio – non è solo una questione economica, ma culturale, legata anche all’aumento delle cremazioni. Ci sono tombe abbandonate da 50-60 anni e in futuro la sostenibilità della gestione di un sistema complesso come quello dei cimiteri potrebbe diventare problematica».

La polemica in commissione

L’assessore Cislaghi ha voluto verificare personalmente la situazione dopo che in commissione bilancio, nei giorni scorsi, il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Rogora aveva parlato di «cimitero lasciato andare in malora» soprattutto in riferimento alla presenza di «tombe abbandonate da più di cinque anni» in attesa delle aste per la loro riassegnazione. «Non deve assumersi la responsabilità, lei il suo dovere l’ha fatto – il suggerimento di Rogora – deve dire agli uffici di muoversi, le responsabilità le dia a chi non fa un ca..o dalla mattina alla sera». Parole, queste ultime, che Cislaghi aveva condannato: «Sono deluso da queste affermazioni, perché dire che 420 dipendenti non fanno niente è assurdo. Le tombe abbandonate? Non vendiamo automobili, ci sono regole da rispettare. Vanno vuotate, pulite e renderle utilizzabili, bisogna farci un ragionamento». Di certo nelle prossime settimane è attesa un’infornata di nuove aste per le tombe rimaste vuote.

Effetto Emma, il cimitero brutalista di Busto attira studenti. Ora visite guidate

busto arsizio cimitero – MALPENSA24
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