BUSTO ARSIZIO – Il video musicale girato al cimitero principale aveva diviso i bustocchi, ma l’effetto Emma si è fatto sentire. «Sono venuti diversi studenti universitari, da Varese e da Milano, a visitare la parte brutalista del cimitero, quella mostrata nel video in cui cantava Emma Marrone». A rivelarlo è l’assessore con delega ai cimiteri Mario Cislaghi, in vena di togliersi qualche sassolino dopo le critiche che aveva dovuto affrontare per aver autorizzato, in accordo con l’amministrazione, le riprese con la popolare cantautrice resa celebre dal talent show “Amici di Maria De Filippi”.
La controversa “clip”
Emma Marrone, protagonista del remake della hit di Fabri Fibra “In Italia”, si era esibita con le arcate brutaliste ispirate dall’architetto Richino Castiglioni come sottofondo. Uno stile architettonico in anni recenti anche grazie al film da Oscar “The Brutalist” con Adrian Brody e che in città può vantare esempi mirabili nella parte “nuova” del cimitero principale di Busto ma anche all’istituto Facchinetti subito dopo il confine con Castellanza. Il successo del videoclip ha sortito tra gli effetti l’interesse di diversi studenti di architettura e di discipline artistiche, che si sono presentati in via Samarate per visitare la parte brutalista del luogo sacro.
Ora le visite guidate
Ma anche la parte monumentale del cimitero val bene una visita. Ed è il motivo per cui l’assessore Cislaghi – sulla scorta del rinato interesse per il camposanto ma anche di un «censimento dei monumenti e delle cappelle che raccontano la storia di Busto», attualmente in corso – sta promuovendo per il mese di ottobre una visita guidata del cimitero, con un tour di cinque monumenti significativi. «Per ora cerchiamo di capire come risponde la città – spiega Mario Cislaghi – se c’è interesse e funziona, potremo fare come Milano al cimitero Monumentale». Dove ci sono eventi ad hoc per visitarlo. «E lì – aggiunge sorridendo – c’è anche la musica…».
Il cimitero che cambia
Un modo per valorizzare anche dal punto di vista culturale e artistico un luogo che è innanzitutto di commemorazione dei defunti. E che sta vivendo, come spesso ripete l’assessore alla partita, un’evoluzione dettata dai tempi. Sempre più cremazioni e sempre meno sepolture, con il Comune che si trova a gestire cappelle e monumenti che vengono abbandonati e che si cerca faticosamente di mettere all’asta per poter essere nuovamente oggetto di concessione. «Non si possono toccare per i vincoli della Soprintendenza ma in certi casi, soprattutto le cappelle più grandi, sono sempre più difficili da riassegnare» fa sapere Cislaghi.
Emma Marrone canta al cimitero di Busto: qui le riprese del video di Fabri Fibra
