BUSTO ARSIZIO – «Una corsa degli autobus ogni dieci minuti per il nuovo ospedale farebbe scendere l’utilizzo dell’automobile dal 90 al 70%». È una delle risultanze dello studio di fattibilità sul Trasporto Pubblico Locale per il “Grande Ospedale della Malpensa”. A rivelarlo, nell’aula del consiglio comunale, è stato il delegato alla viabilità Alex Gorletta, rispondendo all’interrogazione del Partito Democratico che chiedeva conto – «non in maniera fastidiosa» ha tenuto a precisare Paolo Pedotti – delle iniziative da mettere in campo contro il rischio caos viabilistico quando il nuovo polo ospedaliero sarà attivo.
Le opere viabilistiche
L’amministrazione comunale ha a disposizione 7,4 milioni di euro di fondi regionali e un’ipotesi progettuale che al momento prevede la riqualificazione di tratti del Sempione e di via Quintino Sella, la realizzazione di una rotatoria in via Sella, l’allargamento della rotatoria sul Sempione all’incrocio con via Cascina dei Poveri e la realizzazione delle piste ciclabili lungo le arterie principali. «Ma prima di procedere con le opere, intendiamo incontrare i progettisti del nuovo ospedale per capire come saranno gli accessi alla struttura – fa sapere Alex Gorletta – solo dopo potremo calare una viabilità di buon senso». Declinata in base al progetto reale e non a quello ancora ipotetico sulla base del quale Regione Lombardia aveva stanziato i fondi.
Il cronoprogramma
Il consigliere delegato ha svelato in aula una prima idea di cronoprogramma dei lavori da realizzare. Attualmente, le parole di Gorletta, «i tecnici incaricati dal Comune stanno completando il “documento di fattibilità delle alternative progettuali” che integra proprio le risultanze dello studio provinciale sul TPL» e sarà pronto tra fine marzo e inizio aprile, mentre è attesa per maggio 2026 l’approvazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica, quello che una volta era il “progetto preliminare” dei lavori viabilistici. Con questa tempistica si prevede di aggiudicare l’appalto a febbraio 2027 e iniziare i primi lavori a marzo 2027, per poi «ultimare e collaudare tutti gli interventi di nostra competenza entro l’ottobre 2030 – sostiene Gorletta – ovvero antecedentemente all’entrata in esercizio della struttura ospedaliera». Prevista nel 2031.
Gli scenari del TPL
Al di là delle opere viabilistiche, sul tavolo per ora c’è già lo studio di fattibilità sul Trasporto Pubblico Locale che «analizza la domanda e individua scenari evolutivi», rivela il consigliere delegato, «ad esempio ipotizzando che una corsa ogni dieci minuti degli autobus possa ridurre l’uso dell’automobile privata dal 90% al 70%» tra i fruitori del nuovo ospedale. Ancora da valutare invece le altre ipotesi più ambiziose, come la metropolitana leggera, su cui Busto ha scelto di «attendere gli esiti dello studio della Provincia», come spiegato da Gorletta in aula. E la tanto discussa stazione ferroviaria vicino all’ex Mizar, su cui ASST Valle Olona preme anche se per ora «non risulta agli atti alcuna richiesta» formalizzata.
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