Busto, via un altro assessore? Lega e Fratelli d’Italia spiazzati dal sindaco

falciglia albani
Il segretario di Fratelli d'Italia, Alberto Falciglia, e il suo collega della Lega, Alessandro Albani

BUSTO ARSIZIO – «Cambierò sicuramente un altro assessore». Con queste parole, che ieri (lunedì 16 dicembre) hanno avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno in una Sala esagonale apparsa sorda all’annuncio, Emanuele Antonelli ha di fatto riaperto la questione del rimpasto di giunta più lungo della storia della politica contemporanea.

Il primo cittadino ha spiazzato tutti, mettendo nel frullatore un argomento che non era all’ordine del giorno e che ha letteralmente fatto cadere dal pero anche i segretari cittadini (quelli che rispondono) dei partiti di maggioranza. Della sparata di Antonelli, già nervoso perché impegnato a rintuzzare le precisazioni riguardo al caso Sabba, i primi a rimanere spiazzati sono stati i consiglieri. Che però hanno poca voglia di parlare: qualcuno liquida l’uscita del sindaco come “la tipica boutade di chi è tutto chiacchiere e distintivo. Non nego – confida qualcuno lontano dai microfoni (ma anche fuori dal perimetro fisico di Palazzo Gilardoni per non incorrere negli strali del primo cittadino) – che lui voglia cambiare ancora qualche elemento. Ma un conto sono i suoi desiderata, un conto è la visione complessiva dei partiti che lo sostengono”. Insomma tra il dire e il fare…

E le segreterie?

Sorridono. Fanno buon viso a cattivo… giogo. I segretari sono ormai abituati alle fughe in avanti del sindaco. Parola di Fratello. «E’ sempre così – dice il segretario cittadino del partito della Meloni Alberto Falciglia – Emanuele Antonelli prima alza l’asticella, poi rallenta e chiama per ragionare su quanto detto. Noi non siamo stati avvisati e non abbiamo in programma altri cambi di giunta». Possibile – chiediamo – che il sindaco di Fratelli d’Italia non abbia concordato l’uscita con il partito? «Possibile – continua Falciglia – anzi è così. Lo so che ci sarebbe da ridere, ma noi conosciamo come si muove il nostro sindaco, pur non sapendo cosa abbia in testa sul cambio annunciato. Però sono anche certo che se ha intenzione di cambiare verrà a parlarne con la segreteria e con gli alleati».

Senza parole o quasi anche il leghista Alessandro Albani, il quale è anche assessore è, se non fosse che è appena stato nominato, sarebbe tra gli indiziati. «Non sapevo nulla. Né io né la Lega – dice – Antonelli vuole cambiare? Ci dica cosa ha in mente. Per noi quanto anticipato in consiglio non ha valore politico. Faccia il primo passo ufficiale, spieghi cosa vuole fare e, se sarà il caso, ne parliamo. Per il momento in Lega non c’è alcun cambio di giunta all’ordine del giorno».

Gli agnelli sacrificali

Non c’è un nome iscritto al registro degli indiziati. Ma le parole di Emanuele Antonelli, buttate lì nel mucchio a tradimento hanno il sapore del colpo ferale. Quello che non ha avuto la forza di sferrare durante l’ultimo rimpasto. Quello che non gli è riuscito in maniera perfetta: liquidare l’assessore leghista Manuela Maffioli. Al primo tentativo, infatti, all’assessore alla Cultura sono state tolti i gradi del vicesindaco e le deleghe al Commercio. Un depotenziamento sotto gli occhi di tutti. Di più non avrebbe potuto fare poiché il muro – provinciale più che bustocco – del Carroccio ha retto a tutte le sollecitazioni contrarie. Ma questa volta, chissà.

Oppure l’obiettivo è Paola Reguzzoni, assessore che ha a lungo battagliato (più che altro fatto guerriglia interna senza mai uscire dalle segrete stanze) contro lo strapotere del sindaco e per questo non sempre supportata e più che altro sopportata e ora invece più moderata dentro la maggioranza. Insomma, due donne della Lega. Ma poco importa perché l’Emanuele furioso visto ieri in consiglio ha dimostrato di avere la forza non solo di tenere a bada tutta la sua maggioranza (silenziosa e riverente), ma anche le segreterie cittadine, ormai considerate organiche al cerchio magico. O alla compagnia dell’anello, per essere letterariamente più attinenti al mood.

La smentita di Albani

Alessandro Albani affida a Facebook la smentita delle dichiarazioni rilascite telefonicamente a Malpensa24. “Ho soltanto detto che non sapevo nulla, articolo inventato mai fatte queste dichiarazioni”. La sua parola contro la nostra, confermiamo: Albani ha detto, eccome se ha detto. Poi, nel clima di estrema tensione che caratterizza il momento politico bustocco, ha fatto marcia indietro. Comprensibile, e non è neanche il solo. Soprattutto se, per dirla con Manzoni, il coraggio se uno non ce l’ha mica se lo può dare.

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